Rassegna Stampa

Gli ormai ex alleati del centrodestra restano in silenzio

Data: 14/04/2022

LE REAZIONI

LA SINDACA BARBIERI, IL DEPUTATO FOTI E IL FORZISTA GIROMETTA NON COMMENTANO

Di fronte alla decisione dei Liberali piacentini di imboccare un percorso solitario alle elezioni comunali del 12 giugno, il centrodestra resta in silenzio. Non parla la sindaca Patrizia Barbieri. Non lo fa il deputato di Fratelli d'Italia Tommaso Foti che fino a poche settimane fa aveva condotto le trattative per ricucire. Non lo fa il commissario provinciale di Forza Italia Gabriele Girometta. L'unico e esporsi è Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega, a cui nelle ultime settimane era stato affidato il compito di tentare l'ultimo tentativo di riconciliazione. «Abbiamo aperto al dialogo fin da subito, coerentemente con il percorso intrapreso e siamo convinti che la politica deve mirare al bene dei cittadini dice -. Noi abbiamo in mente un progetto che porti avanti Piacenza. Non ci interessano i ragionamenti di singoli». Lo strappo con il centrodestra si è consumato dopo che i Liberali non hanno ottenuto risposte convincenti sulle quattro criticità sollevate: gestione della Fondazione Teatri, regolamento dei musei civici, statuto della Galleria Ricci Oddi e nominativi degli assessori della prossima giunta. Da tempo i Liberali contestano la gestione della Fondazione Teatri. Chiedevano anche garanzie sull'approvazione del nuovo regolamento dei Musei civici. Parti distanti anche sulle modifiche richieste allo statuto della Galleria Ricci Oddi. E, infine, sulle modalità per individuare i futuri assessori. A dire il vero, il tempo tecnico per ricomporre i cocci, se ci fosse la volontà, ci sarebbe ancora. Le liste vanno depositate 30 giorni prima del voto, quindi entro il 12 maggio. E anche nella loro nota, gli stessi Liberali sembrano lasciare aperta ancora una porticina ad eventuali alleanze, non necessariamente con il centrodestra. « Pronti ad andare da soli o non, se venissero avanzate – da chiunque proposte concrete, aperte alla libertà creatrice ed innovatrice» si legge. La sensazione, tuttavia, è che i giochi siano fatti. Almeno al primo turno.

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