Rassegna Stampa

Il centrodestra offre al M5s (Andrea Pugni?) la commissione controllo

Data: 03/12/2017

Via libera all'organismo di garanzia la cui guida spetta all'opposizione "Riconoscenze elettorali" dietro l'avance della maggioranza ai grillini?

 «In questo caso la bagarre per la poltrona non ci appartiene visto che spetta all'opposizione. Per cui per la presidenza noi ci affideremo, o per lo meno io mi affiderò, a chi ha sempre spinto per la commissione, quindi al Movimento 5 stele». Hanno il sapore di "un'offerta" ai grillini le parole pronunciate dal leghista Davide Garilli l'altra sera poco prima che il presidente del consiglio comunale Giuseppe Caruso dichiarasse la fine della seduta e rinviasse il dibattito a lunedì prossimo. L'argomento in discussione era la proposta di costituzione di una commissione speciale di controllo e garanzia su tutti gli atti del Comune, idea formalmente avanzata dai capigruppo del centrodestra, ma che i 5 stelle rivendicano di aver suggerito nella passata consigliatura. E dal momento che nel gruppo da due dei pentastellati Sergio Dagnino gode già della carica di vicepresidente del consiglio (ruolo messo in pratica lunedì per qualche minuto), appare lecito ritenere che il pensiero del centrodestra per la presidenza della commissione speciale - che per statuto spetta a un esponente delle minoranze - ricada sul collega Andrea Pugni. Congetture, per ora. Che però, in attesa di lunedì, quando si discuteranno i 14 emendamenti presentati al testo dal pd Christian Fiazza, stanno tenendo banco soprattutto nella minoranza non di marca pentastellata. «Che sia il pegno che deve pagare il centrodestra a Pugni per l'apparentamento "fantasma" alle elezioni e per l'atteggiamento sempre benevolo che tiene con la maggioranza?». Questa la maliziosa osservazione che iniziava a serpeggiare in aula e che potrebbe tornare alla ribalta tra pochi giorni. Comunque sia la commissione speciale si farà. Anche perché sull'opportunità di farla nascere convergono anche diverse forze dell'opposizione, Movimento 5 stelle in primis. Dagnino si è rallegrato per il fatto che in molti del centrodestra e del centrosinistra si siano allineati alla proposta che in passato avevano fatto i suoi predecessori Mirta Quagliaroli, Andrea Gabbiani e Barbara Tarquini: «Ci sono voluti cinque anni ma ce l'abbiamo fatta - ha detto - Allora i nostri predecessori furono derisi, invece penso che la politica dovrebbe avere la memoria un po' più lunga. Noi siamo fermamente convinti dell'utilità di questa commissione e non abbiamo la pretesa che sia inquisitoria». Gli ha risposto Fiazza (Pd): «Le cose cambiano. E anche sulla scorta di alcuni episodi oggi noi sosteniamo la bontà dell'iniziativa. La riteniamo una commissione utile per migliorare il lavoro del consiglio e degli uffici. E non deve avere un ruolo inquisitorio o di caccia alle streghe». Fiazza ha anche chiesto che la commissione non sia "gettonata" (non venga pagato il gettone di presenza a chi ne farà parte) trovando sponda anche in Tommaso Foti (Fdi-An), il quale ha ribadito che si tratta di una commissione di garanzia e controllo come avviene in altre realtà, «non della caccia alle streghe».

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