Via libera all'organismo di garanzia la cui guida spetta all'opposizione "Riconoscenze elettorali" dietro l'avance della maggioranza ai grillini?
«In questo caso la bagarre per
la poltrona non ci appartiene visto
che spetta all'opposizione. Per cui
per la presidenza noi ci affideremo,
o per lo meno io mi affiderò, a chi
ha sempre spinto per la commissione,
quindi al Movimento 5 stele». Hanno il sapore di "un'offerta"
ai grillini le parole pronunciate dal
leghista Davide Garilli l'altra sera
poco prima che il presidente del
consiglio comunale Giuseppe Caruso
dichiarasse la fine della seduta
e rinviasse il dibattito a lunedì
prossimo. L'argomento in discussione
era la proposta di costituzione
di una commissione speciale di
controllo e garanzia su tutti gli atti del Comune, idea formalmente
avanzata dai capigruppo del centrodestra,
ma che i 5 stelle rivendicano
di aver suggerito nella passata
consigliatura. E dal momento
che nel gruppo da due dei pentastellati
Sergio Dagnino gode già
della carica di vicepresidente del
consiglio (ruolo messo in pratica
lunedì per qualche minuto), appare
lecito ritenere che il pensiero del centrodestra per la presidenza
della commissione speciale - che
per statuto spetta a un esponente
delle minoranze - ricada sul collega
Andrea Pugni.
Congetture, per ora. Che però, in
attesa di lunedì, quando si discuteranno
i 14 emendamenti presentati
al testo dal pd Christian Fiazza,
stanno tenendo banco soprattutto
nella minoranza non di marca
pentastellata. «Che sia il pegno che
deve pagare il centrodestra a Pugni
per l'apparentamento "fantasma"
alle elezioni e per l'atteggiamento
sempre benevolo che tiene con la
maggioranza?». Questa la maliziosa
osservazione che iniziava a serpeggiare
in aula e che potrebbe tornare
alla ribalta tra pochi giorni.
Comunque sia la commissione
speciale si farà. Anche perché
sull'opportunità di farla nascere
convergono anche diverse forze
dell'opposizione, Movimento 5
stelle in primis. Dagnino si è rallegrato
per il fatto che in molti del
centrodestra e del centrosinistra si
siano allineati alla proposta che in
passato avevano fatto i suoi predecessori
Mirta Quagliaroli, Andrea
Gabbiani e Barbara Tarquini: «Ci
sono voluti cinque anni ma ce l'abbiamo
fatta - ha detto - Allora i nostri
predecessori furono derisi, invece
penso che la politica dovrebbe
avere la memoria un po' più lunga.
Noi siamo fermamente convinti
dell'utilità di questa commissione
e non abbiamo la pretesa che
sia inquisitoria». Gli ha risposto
Fiazza (Pd): «Le cose cambiano. E
anche sulla scorta di alcuni episodi
oggi noi sosteniamo la bontà
dell'iniziativa. La riteniamo una
commissione utile per migliorare
il lavoro del consiglio e degli uffici.
E non deve avere un ruolo inquisitorio
o di caccia alle streghe». Fiazza
ha anche chiesto che la commissione
non sia "gettonata" (non venga
pagato il gettone di presenza a
chi ne farà parte) trovando sponda
anche in Tommaso Foti (Fdi-An),
il quale ha ribadito che si tratta di
una commissione di garanzia e
controllo come avviene in altre
realtà, «non della caccia alle streghe».
Libertà
