Rassegna Stampa

Il nodo-Polledri vede la (spinosa) soluzione: posto da assessore

Data: 09/07/2017

Il nodo-Polledri vede la (spinosa) soluzione: posto da assessore 
II principale scoglio sulla giunta Barbieri verrebbe superato con la nomina del leghista al welfare. 
Vicesindaco, in lizza Passoni e Baio 

PIACENZA • Il caso Massimo Polledri, il principale nodo sulla strada della formazione della giunta Barbieri, potrebbe essere risolto nominandolo assessore (servizi sociali?), scartando dunque l'alternativa di far eleggere il leghista presidente del consiglio comunale. E' la soluzione che starebbe prevalendo per superare i veti che Giovani Padani e segreteria provinciale del Carroccio risultano avere posto sull'ex parlamentare: un'ostilità in nome del rinnovamento interno, che però si scontra con il consenso che Polledri ha in settori del partito (e del gruppo consiliare) e soprattutto che ha riscosso nelle urne dove è stato di gran lunga il più votato della lista. Una soluzione che accreditano ambienti vicini allo stesso Polledri, nei quali però si coglie al contempo un retropensiero fonte di preoccupazione: essere nominati in giunta significa doversi dimettere dal consiglio comunale, e l'assessore, se il "fuoco amico" su di lui non dovesse cessare, rischierebbe di passare per elemento di forte disturbo per la navigazione dell'amministrazione. Il timore è che Patrizia Barbieri possa, prima o poi, prendere in considerazione il ricorso a un rimpasto di giunta di cui Polledri farebbe per primo le spese, costretto così a salutare Palazzo Mercanti. E il pensiero va all'inizio del 2014 quando il sindaco Dosi sollevò dall'incarico gli assessori "scomodi" (non renziani). Nella Lega sono giornate di grande tensione che si ripercuotono sull'intero centrodestra. Per dirimere le spinose questioni sul tappeto si sono mobilitati i massimi vertici del partito, ieri è stata segnalata la presenza a Piacenza di Giancarlo Giorgetti. Un nodo nel nodo sono i posti che il Carroccio rivendica, forte del 13% di voti alle elezioni contro l'8,4% di Forza Italia e il 7,2 di Fdi. Tre assessorati più la presidenza del consiglio comunale è un obiettivo che non pare alla portata. Se fossero tre seggi in giunta, potrebbero andare, insieme a Polledri, a Luca Zandonella e a Paolo Mancioppi o a una donna in camicia verde (Annarita Volpi?). Se fossero invece due più il timone dell'aula, l'alternativa a Polledri per quest'ultimo incarico potrebbe essere Mancioppi. Ma nella partita in corso a Palazzo Mercanti in gioco ci sono anche le società partecipate: la Lega starebbe spingendo per la presidenza dell'Acer (il segretario Pietro Pisani?). E poi ci sono gli altri partiti. E la determinazione del sindaco di nominare persone competenti e affidabili. Risulta confermata l'intezione di Barbieri di avere al suo fianco in giunta l'ex forzista Paolo Passoni con delega al bilancio. Che gli sia attribuita anche la carica di vicesindaco è da vedere: in queste ore si è fatta strada l'ipotesi alternativa di Elena Baio, un altro nome di fiducia del sindaco già circolato come assessore. Con Passoni e Baio in giunta, più i tre leghisti, più un esponente della lista civica "Prima Piacenza" (4%) tra Paolo Garetti e Gian Paolo Ultori, i tre seggi. rimanenti per arrivare a nove assessori dovrebbero ripartirseli Fi e Fdi. Gli azzurri hanno come nomi di punta Filiberto Putzu e una donna tra Marina Bottazzi e Federica Sgorbati, in Fratelli d'Italia accreditatissima per l'assessorato è Erika Opizzi, un altro papabile è Filippo Bertolini (alternative meno gettonate sono Gianluca Micconi e Giuseppe Caruso): il partito che però dovesse accontentarsi di un solo posto in giunta, avrebbe verosimilmente la contropartita della presidenza del consiglio; e, se toccasse a Fdi, c'è chi immagina Tommaso Foti come candidato ideale per quel ruolo, nonostante il diretto interessato abbia dichiarato di non intendere ricoprire altra carica se non quella di consigliere. Ma la contabilità è variabile in base a come vengono risolti i nodi in casa Lega (tre assessori oppure due più il timone dell'aula) e tenendo conto del vincolo di almeno tre donne in giunta (più la Barbieri) né, secondo i bene informati, sarebbe da considerare sicuro il seggio per un esponente della civica.

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