L'esponente di Fdi: «Azioni meschine, vergognatevi». La replica: «Insulti e arroganza allo stato puro, non ci stiamo»
Si infiamma il clima sul progetto
di nuovo ospedale. La polemica
tra il Pd e il sindaco Patrizia Barbieri
a colpi di comunicati e conferenze
stampa ha avuto una coda infuocata
ieri pomeriggio in consiglio comunale
dove sono volati gli stracci
tra Tommaso Foti (Fdi) e il gruppo
dem. Pesantemente nel mirino anche
il presidente dell'assemblea
Giuseppe Caruso, compagno di
partito di Foti, accusato di conduzione
faziosa dei lavori.
«Vergognatevi a sostenere cose false»,
sono state le parole pronunciate
in aula da Foti che hanno fatto da
detonatore. Il riferimento dell'esponente
di Fdi era ai contenuti della
conferenza stampa (v. altro articolo
in pagina) tenuta dai quattro consiglieri
comunali del Pd - Stefano
Cugini, Christian Fiazza, Giulia Piroli,
Giorgia Buscarini - appena prima
della seduta. A Foti non sono andate
giù le accuse al sindaco di non
avere letto e compreso i contenuti
del protocollo d'intesa tra ministero
della Difesa, Demanio, Regione,
Ausl e Comune firmato lo scorso
febbraio, dove l'area della caserma
Lusignani a Sant'Antonio viene candidata
a sede del nuovo ospedale
che Bologna si è impegnata a finanziare
a Piacenza. Le difese di Barbieri e del suo scetticismo sull'ipotesi
Lusignani, Foti le ha prese però
quando era in corso la discussione
sul "bilancio consolidato del gruppo
Comune di Piacenza relativo
all'esercizio 2016": intervento inconferente
perché fuori tema, ha eccepito
Fiazza nel rivolgersi al presidente
del consiglio per chiedergli di richiamare
Foti al merito del punto
all'ordine del giorno.
«Foti è in tema e ha diritto di proseguire»,
ha respinto Caruso la censura
in un rovente crescendo di toni.
«Lei è qui per tutelare tutti noi, si
legga il regolamento», ha attaccato
Fiazza il presidente. «Complimenti
per l'imparzialità», hanno fatto eco
gli altri dem mentre Foti tuonava
contro di loro dal microfono accusandoli
di «azioni meschine» e ingaggiando
un serrato duello verbale
con Cugini che gli rinfacciava di
insultare e di «fare l'arrogante».
I quattro del Pd hanno lasciato polemicamente
l'aula «perché non siamo
stati tutelati dal presidente che
dovrebbe assumere un atteggiamento
super partes», hanno spiegato
in una nota diffusa al termine
della seduta: l'intervento di Foti
«non era attinente con l'argomento
in discussione nonché offensivo nei
confronti del nostro gruppo, alla prima
occasione utile il presidente ha
dimostrato di non essere imparziale
a tutela del diritto politico di tutti
i consiglieri», continua il comunicato.
«Abbiamo deciso di abbandonare civilmente l'aula lasciando il consigliere
Foti solo a urlare nella direzione
delle nostre sedie vuote, il fatto
che più ci rammarica è aver dovuto
prendere atto che, a fronte di
un mancato rispetto del regolamento
consigliare, il presidente Caruso
abbia dimostrato di non essere in
grado di gestire l'aula». E concludono:
«Puoi essere d'accordo o meno,
il dibattito consigliare sta proprio
qui. Ma non siamo meschini, non
abbiamo alcunchè di cui vergognarci
e non ragliamo invece di parlare.
L'educazione non è oggetto di trattativa,
se l'aria nuova è arroganza allo
stato puro, si accomodino».
Il nodo ospedale l'hanno toccato altri
consiglieri a fine seduta nella fase
delle comunicazioni a tema libero. Sergio Dagnino (M5s) ha parlato
di «operazione fumosa e astratta»,
sull'idoneità della Lusignani come
sede Massimo Trespidi (Liberi)
e Roberto Colla (Piacenza Più) condividono
lo scetticismo di Barbieri.
La quale, da parte sua, è tornata a
incalzare Ausl e Regione: «La Lusignani
va bene o no? Ce lo dicano
perché c'è uno studio tecnico in corso
e mi piacerebbe saperne l'esito,
perché se non va bene, questa comunità,
insieme a Regione e Ausl,
deve valutare una soluzione. Che un
nuovo ospedale sia un'opportunità
siamo d'accordo, è bene però che si
ragioni con serietà a partire da che
cosa vogliamo fare del vecchio: è vero
che il Polichirurgico, come ho
sentito dire, verrà raso al suolo?».
Libertà
