Barbieri replica: «Clausole sociali non obbligatorie». E Foti: «I bandi spettano ai dirigenti»
«Lasciando intendere che l'amministrazione
comunale non attiverà
mai le clausole sociali, la segretaria
della Cisl travisa i fatti e muove
insinuazioni gravissime». La presa
di posizione di Marina Molinari
scatena l'irritazione del sindaco Patrizia
Barbieri che nel ragionamento
della prima intravede «un alto tasso
di disinformazione che non si addice
alla segretaria di un sindacato».
Il primo cittadino, che ancora
non aveva preso visione dell'analogo
intervento del segretario della
Cgil Gianluca Zilocchi, premette,
replicando a Molinari, che «la previsione
delle clausole sociali negli
appalti non è obbligatoria e del resto
lo stabilisce anche la Cassazione
che non si possono prevedere
automaticamente». Quindi aggiunge
che «se Molinari fosse stata attenta
saprebbe che il bando sui rifiuti è
già partito a gennaio e che la clausola
sociale per l'affidamento del
servizio è prevista». Poi chiude: «Noi
siamo attenti al mondo del lavoro e
anche al bisogno delle nuove generazioni.
Se si vuole banalizzare raccontando
delle bugie si faccia pure.
Mi pare chiaro che il programma
educativo cui noi guardiamo non è
quello della sinistra. Saranno però
i cittadini a giudicare se abbiamo
fatto bene o male. Quello che è inaccettabile
è attaccarci dicendo falsità
e facendo insinuazioni».
A farle eco Tommaso Foti (Fdi). «Se
la sindacalista della Cisl avesse svolto le opportune verifiche, saprebbe
che nel bando licenziato da Atersir
la clausola sociale per l'affidamento
del servizio rifiuti è prevista.
Quanto, poi, alla gara del trasporto
pubblico la competenza spetta a
Tempi Agenzia, non al Comune, il
cui intervento potrebbe configurarsi
come turbativa d'asta. Se, invece,
la sindacalista pretende che il Comune
pedissequamente segua le
sue indicazioni per altre gare, si sbaglia
grosso. Se voleva decidere lei,
doveva candidarsi a sindaco (come
le era stato proposto dalla sinistra)
e vincere, ma non lo ha fatto conscia
di quanti sparuti consensi avrebbe
conseguito». «I bandi emanati - precisa
Foti - sono da decenni un compito
della dirigenza, e non dalla politica.
Così pure e di competenza
della dirigenza, e non della politica,
l'assegnazione degli appalti. Gli appalti
riguardanti alcuni servizi recentemente
affidati, ovviamente
dalla dirigenza e non dalla politica,
sono perfettamente legittimi. Se la
Molinari la pensa diversamente non
ha che da impugnare gli atti relativi,
se e in quanto ne abbia titolo, o
interessare le competenti authority
che, per altro, già si sono espresse
per casi similari, ribadendo la illegittimità
di alcune avventate clausole
sociali»
Libertà
