FOTI (FDI) ADERISCE ALLA CAMPAGNA ARCOBALENO
Diciamo la verità: la prima
impressione è che sia un fotomontaggio, un fake. Invece è proprio l'onorevole Tommaso
Foti di Fratelli d'Italia seduto sulla
panchina arcobaleno e sullo sfondo di Palazzo Gotico, pronto a sostenere i diritti della comunità Lgbt
piacentina. Di buon grado, passando di lì, ha accettato l'invito di Arcigay. E con un fortunato "colpo" d'immagine Foti straccia il pregiudizio che la sua appartenenza politica non vada per niente d'accordo con la comunità gay. Bel segno
di libertà e autonomia. È buono anche il "colpo" di Arcigay Piacenza
Lambda di avere un simile testimone contro l'omofobia. La giunta è
stata sorda, finora, alla panchina
multicolor? Dopo questa picconata, chissà, potrebbe cambiare idea.
Anche Foti si mette in panchina (per i diritti)
E molti piacentini hanno
deciso di farsi fotografare
per sostenere la causa Lgbt
Il colpaccio per Arcigay Piacenza Lambda è di aver reclutato fra i
propri sostenitori anche l'onorevole Tommaso Foti di Fratelli d'Italia, che ieri pomeriggio, senza imbarazzi e senza farsi pregare, si è
seduto come moltissimi piacentini sulla panchina arcobaleno posizionata in centro storico, sullo
sfondo di Palazzo Gotico. La comunità Lgbt esulta. Del resto a Milano il sindaco Giuseppe Sala si fece fotografare con i calzini arcobaleno.
Ma vale di più - mediaticamente
parlando - un personaggio come
Foti, autorevole esponente di un
partito non particolarmente amico della galassia gay, anche se in fase elettorale, certi angoli si smussano e ogni elettorato merita le migliori attenzioni.
E' molto soddisfatto Davide Bastoni, presidente di Arcigay Piacenza
Lambda, per la riuscita dell'iniziativa che ieri ha messo in moto tanti sostegni: «La giornata è andata
benissimo, abbiamo raccolto fondi anche per il Pride, la comunità
ha risposto favorevolmente a supporto della panchina arcobaleno,
perché non esistono discriminazioni di tipo A e di tipo B, si è fatta
la panchina rossa per la violenza
alle donne, è il momento di quella
arcobaleno contro le discriminazione sessuali. Hanno posato famiglie, singoli, persone con il passeggino, la panchina è simbolo di
comunità, non di ghettizzazione,
ma di inclusione». La panchina
tornerà ora a Chez Art e lì resterà,
dove è in corso la mostra fotografica collegata fino al 20 dicembre
che poi andrà in Cgil.
Libertà
