Resa dei conti in aula sul blocco dell'imposta Foti (Fdi): «Nessuna falsità, quereliamo». Ma Pecorara ritira le accuse: «Malinteso»
Avevano promesso una resa dei
conti e così è stato, ieri in consiglio comunale sul blocco
dell'Irpef che da giorni agita la
maggioranza. Alla fine sono arrivate le scuse di Forza Italia a Fratelli d'Italia. A formalizzarle è stato il capogruppo azzurro Sergio
Pecorara appena dopo che il
frontman di Fdi, Tommaso Foti,
aveva lanciato strali contro chi, in
questi ultimi due giorni, aveva accusato lui e il suo partito di «falsità» e di essere quelli che «volevano aumentare» l'addizionale. «Se
ci sono stati dei malintesi mi faccio carico io delle scuse per conto del mio partito. Speriamo che
la questione si chiuda qui, ma la
prossima volta meglio chiarirsi in
una riunione di maggioranza», ha
detto Pecorara sotto gli occhi del
silente assessore e coordinatore
provinciale forzista, Jonathan Papamarenghi.
Il convitato di pietra
Chiara l'intenzione di provare a
mettere una pezza alle dichiarazioni di domenica del suo partito, ma soprattutto a quelle più velenose del convitato di pietra, cioé
il senatore Antonio Agogliati. Era
stato infatti quest'ultimo - da
qualche settimana con i gradi di vicesegretario provinciale di FI -
a replicare duramente a quella
nota in cui Fdi chiariva all'amministrazione di non voler sentir
parlare di aumenti Irpef anche
per il biennio 2020-2021. «Fratelli d'Italia voleva aumentare l'addizionale Irpef, Foti dice il falso»,
aveva invece ribattuto Agogliati
(v.Libertà di domenica).
Se però le scuse di Forza Italia serviranno a placare la rabbia di Fdi
non è ancora dato saperlo e forse
lo si capirà meglio oggi in commissione dove la delibera bloccaIrpef arriva per la discussione.
Perché fino a ieri nel centrodestra,
soprattutto in apertura di seduta,
la tensione si tagliava col coltello
e sono volati gli stracci.
Sindaco pompiere ma...
Non è servito nemmeno l'intervento iniziale del sindaco Patrizia
Barbieri - «Fdi non ha detto falsità e questa degenerazione non
doveva esserci» - ad ammansire
un Foti furioso: «Non ho bisogno
di avvocati difensori», ha sbottato il parlamentare facendo la cronistoria delle riunioni di questi
giorni sui temi Irpef e opere pubbliche: «Quello che è stato detto è
vile, meschino e ipocrita: è falso
che Fdi abbia proposto alla giunta di alzare l'Irpef. Le clausole di
salvaguardia non esistono. In alcune riunioni erano in tanti a dire che, se si volevano più entrate
correnti bisognava alzare l'imposta. E così molti si erano anche
espressi a favore. Saremmo stati
anche d'accordo a votare il provvedimento se l'alternativa fosse
stata quella del dissesto finanziario dell'ente. In quel caso si veniva in consiglio e ci si metteva la
faccia. Ma poiché ci è stato detto
dall'assessore Paolo Passoni che
i conti nel 2019 tornavano, allora
noi abbiamo detto: allora non si
applica nemmeno nel 2020 e
2021. E l'assessore Erika Opizzi
l'ha detto in giunta». E Foti ha
chiuso così: «O quelle dichiarazioni vengono ritirate o quereliamo».
I panni sporchi
E pensare che Mauro Saccardi
(FI) confidava che le precisazioni del sindaco fossero state sufficienti. «Non ha ragione chi urla di
più. All'ultima riunione Forza Italia aveva detto: no all'aumento
dell'Irpef, sì a tagli intelligenti. Noi non avremmo votato l'aumento
nemmeno in futuro».
E la Lega? Dopo aver stigmatizzato ancora una volta le fughe di notizie, Davide Garilli ha specificato come fosse assurdo pensare
«che la Lega volesse alzare
l'Irpef». «A Passoni avevamo detto: se non si può fare manutenzione ordinaria, allora alziamola. Ma
poi abbiamo avuto rassicurazioni». Versione confermata dal capogruppo Carlo Segalini: «Dopo
le simulazioni che ci ha mostrato
Passoni ci siamo espressi per il
'no' all'aumento».
Levoni salomonico
Salomonico il capogruppo dei Liberali, Antonio Levoni, che ha rivolto un plauso a Pecorara per le
scuse. Ma ha anche chiamato in
causa Agogliati: «Visto che non è
un membro di questo consiglio,
chiuderei questo discorso una
volta per tutte».
Libertà
