L'aumento dell'addizionale nel 2019, previsto dalla ex giunta e mantenuto dall'attuale, incontra forti contrarietà nel centrodestra
Per approvarlo c'è tempo fino a
febbraio. Ma del bilancio di previsione
2019 è già da un po' che si comincia
a ragionare. In giunta e nella
maggioranza. Come al solito le
casse del Comune piangono, i cordoni
della borsa vengono stretti
sempre di più, c'è la necessità di dare
copertura a un fabbisogno finanziario
crescente in termini di servizi
richiesti dalla cittadinanza.
Riunione di maggioranza
Risulta a "Libertà" che nei giorni
scorsi, a una riunione della maggioranza
di centrodestra, l'assessore al
bilancio Paolo Passoni abbia richiamato
i suoi a scelte politiche importanti.
A partire dall'utilizzo o meno
di quella leva fiscale che l'amministrazione
Dosi aveva messo in conto
per la tenuta del bilancio a partire
dal 2018, e che la giunta Barbieri
ha confermato rimandandola però
di un anno, cioè al 2019. Rinvio obbligato
alla luce del blocco nazionale
imposto dal governo.
Il governo toglie il blocco
Parliamo dell'aumento dell'addizionale
Irpef - gettito stimato di 2,5 milioni
di euro - che ora torna prepotentemente
d'attualità dal momento
che la manovra economica per il
prossimo anno in corso di esame a
Roma propone l'eliminazione di
quel blocco. Ecco perchè la giunta
ha sottoposto alla sua maggioranza
una questione alquanto spinosa
considerata l'allergia del centrodestra
alle tasse.
Il no di Lega e Forza Italia
Già al varo del preventivo 2018, si levò
forte la contrarietà della Lega
all'aumento dell'addizionale Irpef.
L'inserimento nel bilancio triennale
2018-20, a partire dal 2019 e anche
per il 2020, venne accettato solo
inquadrandolo come "clausola di
salvaguardia", Una sorta cioè di paracadute
contabile in caso di squilibrio
finanziario impossibile da coprire
in altro modo o, meglio, appianabile
sì, ma ricorrendo a tagli ai servizi
sociali di complicata sostenibilità
politica. L'altro ieri in consiglio
comunale, dove l'esame dell'ultima
variazione al bilancio 2018 ha acceso
un dibattito che si è proiettato sulla
manovra 2019, a farsi sentire contro
l'aumento dell'addizionale è stata
Forza Italia per voce del capogruppo
Sergio Pecorara.
Scettico Fratelli d'Italia
E Fratelli d'Italia, con Tommaso Foti,
nell'osservare come con il gettito
aggiuntivo dell'addizionale non si
vada tanto lontano («Potremmo aumentare
un po' di tassazione per ricavarne
2-3 milioni di euro, ma poi
basta qualche assunzione in pianta
organica che già un milione parte
così»), ha indicato la praticabilità di strade alternative per recuperare risorse:
l'indebitamento, il ricorso ai
privati tanto nei servizi sociali quanto
nella gestione delle manutenzioni,
la vendita di azioni di Iren.
La vendita di azioni Iren
Una misura, quest'ultima, che i successivi interventi lunedì in aula
sia del sindaco Barbieri sia di Passoni
consentono di dare per presa.
Anche se, va chiarito, è alla
spesa per investimenti che il ricavato
della vendita di Iren può essere
destinato, non alla spesa corrente,
che invece si può finanziare
o con diminuzione di uscite o
con aumento di entrate: come
l'inasprimento dell'addizionale
Irpef, il cui gettito previsto di 2,5
milioni è oltretutto il risultato di
un ritocco delle aliquote pensato
dall'amministrazione Dosi calibrandone
l'impatto sui contribuenti.
Il nodo spesa corrente
A copertura di spesa corrente va invece
il dividendo che le azioni di Iren
ogni anno assicurano al Comune:
circa un milione e mezzo di euro che
si ridurrebbe al diminuire della quota
di titoli posseduti. Lo ha fatto presente
in consiglio comunale l'assessore
Passoni, lasciando intendere
che non c'è automatismo tra la scelta
di dismettere azioni della multiutility
e lo stralcio dal bilancio
dell'aumento dell'addizionale.
Contrari i Liberali
In ogni caso, a irrobustire il messaggio
che la maggioranza non intende "sdoganare" il rincaro dell'Irpef
arriva la «ferma contrarietà» opposta
anche dalla quarta componente
della coalizione di centrodestra, i
Liberali piacentini. «Sarebbe un
continuare, come in sede nazionale,
sulla strada della sinistra nel momento
in cui l'Italia ha invece bisogno
esattamente del contrario», sostengono
in una nota diffusa ieri i
consiglieri comunali Gianpaolo Ultori
e Antonio Levoni: «Non ha senso
prospettare un aumento delle imposte
al di fuori della manovra di bilancio
(che non si può, all'evidenza,
porre allo studio prima della legge
statale di bilancio) e, oltretutto, quando, nel contempo, si propone
la vendita delle quote Iren».
Le minoranze
E lunedì in aula Massimo Trespidi
(Liberi) ha tirato così le conclusioni:
«Il dato politico di oggi è che sempre
più componenti della maggioranza
dicono no all'aumento delle
tasse, spero che resista perché il mio
gruppo ha presentato una mozione
in tal senso». Dall'opposizione di sinistra
Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune)
ha considerato che i 2,5 milioni
del gettito aggiuntivo dell'addizionale
Irpef «potrebbero arrivare
dal contrasto all'evasione fiscale».
Libertà
