Lettera a Libertà di Tommaso Foti, consigliere di Fratelli d'Italia al Comune di Piacenza
Signor Direttore,
mi riferisco all'articolo pubblicato da Libertà
(venerdì 31 agosto 2018, pagina 7)
riguardante la produttività dei consiglieri
comunali.
Al riguardo, in primo luogo, mi corre l'obbligo
di evidenziare che dalla tabella che
riguarda la produttività dei consiglieri comunali
sono stati, inspiegabilmente,
espunti sia il presidente del Consiglio Comunale,
sia il Sindaco, entrambi componenti
di detto organo. La partecipazione
degli stessi meritava invece di essere riportata,
se non altro per il fatto che, difficilmente,
si è registrata in precedenza
una così elevata presenza in consiglio comunale
dei rappresentanti delle due dette
cariche istituzionali.
Inoltre, se mi è consentito esercitare un
doveroso esercizio di critica, nella tabella
che qui interessa sono stati riassunti
dati disomogenei che alterano gli indici
di produttività dei consiglieri.
E' il caso, ad esempio, del non avere riportato
il numero degli interventi di ciascun
consigliere comunale accanto al numero
delle presenze totalizzate, quasi che
la produttività sia solo circoscritta ad una
mera presenza fisica e non anche ad una
conseguente attività. In altre parole, parrebbe
di capire, che per essere produttivi
sia sufficiente scaldare la sedia…
Non meno alterato risulta il quadro delle
presenze dei singoli consiglieri nelle
commissioni, e ciò quanto meno per due
ragioni:
a) non tutte e quattro le commissioni
consiliari si riuniscono con la stessa frequenza.
Ne segue che un consigliere che
avesse partecipato a tutte le riunioni della
propria commissione, essendo le stesse
poco numerose, risulterebbe statisticamente
poco produttivo (!!!);
b) l'articolo 23 del regolamento del consiglio
comunale prevede la possibilità per
i componenti delle Commissioni di essere
sostituiti da altro consigliere dello
stesso gruppo. Pare evidente che di detta
facoltà si avvalgo i consiglieri che non
possono usufruire di permessi di astensione
dal posto di lavoro, o chi, come lo
scrivente, risulta impegnato, nei giorni
di convocazione, nell' attività parlamentare.
Fermo restando che quella di essere
componente di una Commissione è
frutto di scelta volontaria – non di un dovere/obbligo
- del singolo consigliere, essendogli
consentito di decidere di non
farne parte.
Libertà
