GIOVEDÌ, IL BLITZ
Dall'alba carabinieri in azione. In carcere finiscono gli imprenditori Nunzio Susino e Maurizio Ridella e i sindaci Massimo Castelli (Cerignale) e Mauro Guarnieri (Corte Brugnatella). Custodia domiciliare per il sindaco Roberto Pasquali (Bobbio), l'imprenditore Filippo Gilardini, i geometri Carlo Bruno Labati, Roberto Raffo, Matteo Gianluigi Guerci, Claudio Tirelli e il direttore del servizio edilizia della Provincia Stefano Pozzoli.
LE PAROLE DELLA PRADELLA
Dopo una mattinata di notizie che si accavallano, è nella conferenza stampa organizzata dopo pranzo al Comando provinciale dei carabinieri che la procuratrice Grazia Pradella fa chiarezza. L'inchiesta vede complessivamente 34 indagati: si parla di appalti pilotati e di voto di scambio. Suonano gravi le parole della procuratrice, che parla di "sistema corruttivo diffuso".
LE ACCUSE
Sono molto pesanti i reati contestati a vario titolo ai 34 indagati della maxi inchiesta dei carabinieri: associazione per delinquere, concussione, corruzione, abuso d'ufficio, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti e della libertà del procedimento di scelta del contraente, frode nelle pubbliche forniture, falso materiale e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, truffa e voto di scambio.
VALTREBBIA SOTTO SHOCK
C'è un'intera valle che resta sotto shock. L'inchiesta, infatti, colpisce in modo pesante l'Alta Valtrebbia, ma l'indagine dei carabinieri tocca anche Ferriere, in Valnure. I paesi finiti sotto la lente della procura, dei quali a seconda dei casi sono indagati sindaci, imprenditori e tecnici comunali, sono Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Ferriere, Travo, Ottone e Zerba.
COINVOLTA ANCHE LA CITTÀ
Ma l'inchiesta non riguarda solo la provincia, tocca anche la città di Piacenza. Sono perquisiti gli uffici dell'Urbanistica del Comune di Piacenza. Sotto la lente alcuni terreni a La Verza, il cui proprietario, Labati, responsabile ufficio tecnico di Ferriere, avrebbe chiesto a Susino di intercedere a palazzo Mercanti (tramite l'onorevole Foti) per rendere i terreni edificabili. Indagati Foti e l'assessora Opizzi, che si dimette.
VIA GENOVA
Sempre in città, dalle carte della procura, emerge la vicenda del palazzo di via Genova, per l'agevolazione della gestione del relativo parcheggio e per gli appartamenti che risultavano venduti a prezzi più bassi del reale incasso, così da creare fondi neri «per corrompere diversi interlocutori pubblici». «Case pagate in nero dagli acquirenti per avere fondi illeciti», dicono i pm.
LE REAZIONI
La bufera giudiziaria provoca reazioni contrapposte: chi si sente preso in giro e chi non crede alle accuse. C'è sconcerto nei paesi dove il sindaco è il volto amico, il volontario della politica costretto a fare con pochi mezzi, colui che è il primo a intervenire con la pala per spalare la neve oppure munito di stivali per affrontare il fango. Per Massimo Castelli nasce anche un logo di solidarietà.
INDAGATI DAL GIUDICE
Davanti al gip Sonia Caravelli cominciano gli interrogatori di garanzia. I primi a presentarsi dal giudice sono gli imprenditori Nunzio Susino, rappresentante legale della società "Cooperativa edile e forestale Alta Valtrebbia Soc. Coop.", e Maurizio Ridella, amministratore unico della ditta "Edilgiemme srl". Entrambi gli indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere.
I PRIMI SINDACI
Arriviamo alla giornata di ieri. Davanti al gip si presentano Massimo Castelli e Mauro Guarnieri, rispettivamente ex sindaci di Cerignale e di Corte Brugnatella. Il primo, attraverso il suo avvocato Stefano Marchesi, dice di avere agito nell'interesse della comunità. L'avvocato ha chiesto la detenzione domiciliare. Nessuna dichiarazione, invece, dagli avvocati di Mauro Guarnieri.
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