Rassegna Stampa

Lettera - Una risoluzione che tradisce i valori antifascisti di Piacenza

Data: 06/12/2017

Lettera aperta al quotidiano Libertà del Presidente provinciale di Anpi, Stefano Pronti

Una risoluzione che tradisce i valori antifascisti di Piacenza 
Sabato scorso, anche tramite un articolo su Libertà, è venuto alla luce che del gruppo di skinheads (teste rase) che a Como nella serata di martedì 28 novembre hanno compiuto un grave atto di intimidazione contro un'assemblea di cittadini aderenti all'associazione "Como senza frontiere; interrompendone la riunione per leggere un un delirante proclama, facevano parte anche tre esponenti neofascisti piacentini, fra cui un 29enne già condannato in via definitiva a oltre sei anni di carcere per tentato omicidio e lesioni gravi nei confronti di due giovani piacentini. Il fatto evidenzia fra l'altro che a Piacenza vi sono delle persone che non solo si richiamano alla ideologia fascista ma che praticano la violenza connaturata a tale ideologia nelle stesse forme delle squadracce fasciste di un tempo, spostandosi da una zona all'altra per mettere a segno le loro azioni aggressive. Una tale realtà richiede dunque fra i cittadini di Piacenza e fra chi ha il compito di rappresentarli e tutelarli nel governo della città - sindaco, assessori, consiglieri comunali - una adeguata consapevolezza e reazione democratica, rivolte a far venire pienamente alla luce l'allarmante fenomeno, a denunciarlo e isolarlo, e a impedire nuove manifestazioni d'intimidazione e di violenza anche tramite una più efficace applicazione, da parte degli organi di polizia e della magistratura, delle norme, previste dalla stessa Costituzione italiana, contro ogni forma di risorgenza del fascismo. Invece proprio l'altro giorno i consiglieri comunali della maggioranza formata da Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega Nord, con l'appoggio di Liberi e Pugni di 5 stelle, hanno approvato una risoluzione con la quale si chiede al Parlamento italiano di non approvare il progetto di legge n. 2900 in discussione rivolto a definire meglio le forme di tale reato di apologia di fascismo verso la ricorrente impunità delle manifestazione di apologia del fascismo. Dunque i suddetti consiglieri e le suddette forze politiche piacentine, coloro che oggi detengono l'amministrazione pubblica della nostra città, non appaiono per nulla preoccupati delle azioni di soggetti come i tre violenti skinheads piacentini ma si preoccupano invece che una nuova legge approvata dal Parlamento possa lederne "la libertà di pensiero e di manifestazione". Può non sorprendere tale atteggiamento negli esponenti di Fratelli d'Italia, quale l'ex parlamentare Foti, nel momento in cui il loro partito riprende come simbolo la vecchia fiamma del fascista Almirante, e anche negli esponenti della Lega Nord, che vanno ricorrendo l'adesione e il voto alle prossime elezioni anche di esponenti che esaltano apertamente l'ideologia fascista. Sorprende che questa posizione sia condivisa anche da Liberi e da una parte di 5 Stelle e preoccupa questo tradimento dei valori antifascisti della nostra città, che ha meritato la Medaglia d'oro al Valore militare per il grande contributo dato alla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo, a pochi giorni dall'adesione del Comune di Piacenza alla manifestazione pubblica del 28 ottobre scorso richiamante i disastri del fascismo, a partire dalla marcia su Roma. La presidenza provinciale dell'Associazione nazionale dei partigiani d'Italia, fa dunque appello a tutti i democratici piacentini, a tutti quelli che si riconoscono nei valori antifascisti, a tutti coloro che vogliono mantenere la vita e la lotta politica sul terreno del confronto e della competizione democratica, ad unirsi all'Anpi per dare più forza al suo impegno e alla sue iniziative in questa fase per tanti aspetti delicata e difficile della vita sociale e della vita democratica dell'Italia.

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TommasoFoti
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