Rassegna Stampa

Macchina comunale costosa e i dirigenti sono fuori controllo

Data: 29/11/2017

Foti (Fdi) e Trespidi (Liberi) puntano il dito contro le decisioni dei vertici tecnici e le spese di funzionamento. Approvato un indirizzo della Lega

 «Si deve andare a una revisione completa della macchina comunale», dice Tommaso Foti (Fdi). «Questo è un ente che costa troppo, le spese di funzionamento della macchina comunale sono diventate esorbitanti a danno delle prestazioni agli utenti», gli ha fatto eco Massimo Trespidi (Liberi). Il fuoco incrociato sui costi di gestione del Comune si è alzato nella seduta consiliare di lunedì, all'interno della discussione su uno degli ordini del giorno (odg) sul Dup presentati dalle forze politiche, l'unico firmato da esponenti della maggioranza, e precisamente da Davide Garilli (Lega). «Razionalizzare le spese di funzionamento» del Comune «con salvaguardia dei livelli essenziali di manutenzione del patrimonio»: questo, nel testo, si invita la giunta a prevedere nel Dup e nel bilancio di previsione 2018- 2020, partendo dall'emergenza contabile legata al venir meno, il prossimo anno, dei 2,5 milioni di euro dell'aumento dell'addizionale Irpef deliberato dalla giunta Dosi, ma in questi giorni bloccato dal governo.

Gli atti dei dirigenti 
Trespidi, si diceva, ha preso la palla al balzo per tornare a puntare il dito contro i provvedimenti di spesa che portano la firma di dirigenti comunali. Ha fatto l'esempio di un recente «incremento di spesa di 6mila euro nell'affidamento per il coordinamento pedagogico per operatori della prima infanzia». Per denunciare che «è uno dei modi con cui si continuano a dare soldi e non  si tiene la spesa sotto controllo». E se Stefano Cugini (Pd) lo ha definito un odg «inconsistente» in cui oltretutto «non si fa nessun riferimento all'importanza di mantenere i servizi sociali», l'assessore al bilancio Paolo Passoni si è detto d'accordo con Trespidi sulla polemica sui provvedimenti dirigenziali: «Ma non è che la giunta ha il potere di bloccare gli impegni di spesa». Andrea Pugni (M5s), Paolo Rizzi (Piacenza Più) e Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune), nel rinfacciare alla maggioranza di avere bocciato solo per «logiche politiche» odg dell'opposizione «pienamente accoglibili», hanno d'altra parte teso la mano al testo di Garilli perché «è condivisibile lavorare sulla razionalizzazione». Meglio se anziché di tagli ai servizi si ragiona di ottimizzazione di costi, ha precisato il grillino Sergio Dagnino incontrando peraltro la sponda dello stesso Garilli. Un intervento di quest'ultimo ha poi sollevato il ripensamento di Rabuffi che ha infine deciso, come il Pd, di votare contro l'odg che è passato con il sì di maggioranza e M5s (astenuti Liberi e Piacenza Più).

Razionalizzare la spesa 
«Continuo a leggere determine dirigenziali in cui non mi riconosco, penso che ci sia una cattiva abitudine a non voler rendere trasparente il bilancio, nessuno pensi che nei maxi aggregati di spesa non si sa che cosa ci si mette, e non mi rivolgo alla parte politica, ma a quella tecnica», ha rilanciato Foti la polemica sui provvedimenti comunali: «La razionalizzazione che va fatta della spesa deve partire anche da una presa di coscienza di coloro che sono pagati per attuare indirizzi, ci sono dirigenti ancora fermi al ballottaggio elettorale». E' proseguito il gioco di sponda con Trespidi che ha fatto sapere di avere «contato da agosto a oggi dodici determine dirigenziali del settore sociale che continuano a spendere e a fare gare, avvantaggiandosi di quello che nella pubblica amministrazione si chiama periodo di transizione (tra due giunte dopo un passaggio elettorale, ndr) in cui nessuno è in grado di controllare. Io sono favorevole a mettere le mani in pasta nella spesa sociale».

Protocollo della logistica 
Degli undici odg al Dup presentati dalle minoranze nessuno è stato approvato. La maggioranza ha fatto blocco. Ad esempio sulla richiesta di Giorgia Buscarini (Pd) di «riprendere in mano l'istituzione del protocollo a tutela della legalità del polo logistico di Piacenza. Proposta respinta perché, ha spiegato il sindaco Patrizia Barbieri, «dobbiamo lavorarci ancora sul protocollo, ci stiamo confrontando con il prefetto e serve anche più coordinamento con la Provincia». 

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