Foti (Fdi) e Trespidi (Liberi) puntano il dito contro le decisioni dei vertici tecnici e le spese di funzionamento. Approvato un indirizzo della Lega
«Si deve andare a una revisione
completa della macchina comunale»,
dice Tommaso Foti (Fdi). «Questo
è un ente che costa troppo, le
spese di funzionamento della macchina
comunale sono diventate
esorbitanti a danno delle prestazioni
agli utenti», gli ha fatto eco Massimo
Trespidi (Liberi).
Il fuoco incrociato sui costi di gestione
del Comune si è alzato nella seduta
consiliare di lunedì, all'interno
della discussione su uno degli
ordini del giorno (odg) sul Dup presentati
dalle forze politiche, l'unico
firmato da esponenti della maggioranza,
e precisamente da Davide
Garilli (Lega). «Razionalizzare le
spese di funzionamento» del Comune
«con salvaguardia dei livelli
essenziali di manutenzione del patrimonio»:
questo, nel testo, si invita
la giunta a prevedere nel Dup e
nel bilancio di previsione 2018-
2020, partendo dall'emergenza contabile
legata al venir meno, il prossimo
anno, dei 2,5 milioni di euro
dell'aumento dell'addizionale Irpef
deliberato dalla giunta Dosi, ma in
questi giorni bloccato dal governo.
Gli atti dei dirigenti
Trespidi, si diceva, ha preso la palla
al balzo per tornare a puntare il dito
contro i provvedimenti di spesa
che portano la firma di dirigenti comunali.
Ha fatto l'esempio di un recente
«incremento di spesa di 6mila
euro nell'affidamento per il coordinamento
pedagogico per operatori
della prima infanzia». Per denunciare
che «è uno dei modi con
cui si continuano a dare soldi e non si tiene la spesa sotto controllo».
E se Stefano Cugini (Pd) lo ha definito
un odg «inconsistente» in cui
oltretutto «non si fa nessun riferimento
all'importanza di mantenere
i servizi sociali», l'assessore al bilancio
Paolo Passoni si è detto d'accordo
con Trespidi sulla polemica
sui provvedimenti dirigenziali: «Ma
non è che la giunta ha il potere di
bloccare gli impegni di spesa».
Andrea Pugni (M5s), Paolo Rizzi
(Piacenza Più) e Luigi Rabuffi (Piacenza
in Comune), nel rinfacciare
alla maggioranza di avere bocciato
solo per «logiche politiche» odg
dell'opposizione «pienamente accoglibili»,
hanno d'altra parte teso
la mano al testo di Garilli perché «è
condivisibile lavorare sulla razionalizzazione».
Meglio se anziché di tagli
ai servizi si ragiona di ottimizzazione
di costi, ha precisato il grillino
Sergio Dagnino incontrando peraltro la sponda dello stesso Garilli.
Un intervento di quest'ultimo ha
poi sollevato il ripensamento di Rabuffi
che ha infine deciso, come il
Pd, di votare contro l'odg che è passato
con il sì di maggioranza e M5s
(astenuti Liberi e Piacenza Più).
Razionalizzare la spesa
«Continuo a leggere determine dirigenziali
in cui non mi riconosco,
penso che ci sia una cattiva abitudine
a non voler rendere trasparente
il bilancio, nessuno pensi che nei
maxi aggregati di spesa non si sa che
cosa ci si mette, e non mi rivolgo alla
parte politica, ma a quella tecnica»,
ha rilanciato Foti la polemica
sui provvedimenti comunali: «La
razionalizzazione che va fatta della
spesa deve partire anche da una
presa di coscienza di coloro che sono
pagati per attuare indirizzi, ci sono
dirigenti ancora fermi al ballottaggio elettorale».
E' proseguito il gioco di sponda con
Trespidi che ha fatto sapere di avere
«contato da agosto a oggi dodici
determine dirigenziali del settore
sociale che continuano a spendere
e a fare gare, avvantaggiandosi di
quello che nella pubblica amministrazione
si chiama periodo di transizione
(tra due giunte dopo un passaggio
elettorale, ndr) in cui nessuno
è in grado di controllare. Io sono
favorevole a mettere le mani in pasta
nella spesa sociale».
Protocollo della logistica
Degli undici odg al Dup presentati
dalle minoranze nessuno è stato approvato.
La maggioranza ha fatto
blocco. Ad esempio sulla richiesta
di Giorgia Buscarini (Pd) di «riprendere
in mano l'istituzione del protocollo
a tutela della legalità del polo
logistico di Piacenza. Proposta respinta
perché, ha spiegato il sindaco
Patrizia Barbieri, «dobbiamo lavorarci
ancora sul protocollo, ci stiamo
confrontando con il prefetto e
serve anche più coordinamento
con la Provincia».
Libertà
