Rassegna Stampa

Maggioranza, falchi e colombe. Le minoranze in ordine sparso

Data: 15/07/2017

In aula il primo dibattito politico tra mani tese e scintille polemiche 

Una maggioranza che, superate le tensioni sulla composizione della squadra (giunta e presidenza del consiglio comunale), chiede all'amministrazione di iniziare a dare al più presto i segni della svolta promessa dal centrodestra in campagna elettorale, una minoranza composita, che va dall'estrema sinistra di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) ai tra consiglieri "Liberi" guidati dall'ex coordinatore del Pdl piacentino Massimo Trespidi, passando per il Pd, la lista civica "Piacenza Più" e il Movimento 5 stelle. E nella quale già si colgono evidenti divergenze di linea che potrebbero semplificare il viatico dell'amministrazione. Ieri in aula si è sviluppato un confronto politico nel quale un po' tutti hanno voluto intervenire. Il sindaco ha usato parole di indubitale apertura nei confronti delle minoranze, a cui promette coinvolgimento e da cui si aspetta collaborazione. Se Patrizia Barbieri ha abbandonato i toni arrembanti della campagna elettorale evitando di rinfacciare catastrofi alla passata amministrazione, non tutti nella maggioranza l'hanno seguita. Stefano Cavalli (Lega) ha esortato la città a «rialzare la testa coniugando legalità e giustizi», grazie a un'amministrazione guidata dal Carroccio che per la prima volta è al governo di Piacenza. E all'indirizzo dell'ex assessore al commercio Giorgia Buscarini (Pd) sono volate parole poco concilianti. A esortare la giunta a dare subito, «nel giro di trenta giorni», segnali del cambiamento poliico, è stato Mauro Saccardi (Fi) che ha citato la revoca della nuova viabilità in via Venturini-Corso, «riportare le corriere in piazza Cittadella», il percorso dei bus che arrivano da Pontenure e «la rimozione immediata delle fioriere in piazza Duomo, simbolo di spreco e del degrado della città». Più in linea con il sindaco l'intervento di Tommaso Foti (Fdi): «Oggi si apre la stagione dell'amministrazione del centrodestra, ma non sarà un fortino a difesa del quale si schiereranno le decime legioni. Manterremo uno stile aperto di governo, non ci arroccheremo per fare il bene della nostra città, che deve tornare a crescere per i nostri giovani e gli anziani». Al clima collaborativo hanno invitato anche Antonio Levoni che ha omaggiato l'ex sindaco Dosi («Credo che abbia fatto tutto quello che poteva,se solo fosse stato meno commissariato da altri avrebbe ottenuto risultati migliori») e Gianpaolo Ultorii (entrambi di Prima Piacenza)e Michele Giardino (Fi). La minoranza ha risposto tenendo a sua volta la mano con Roberto Colla (Piacenza Più). Stefano Cugini (Pd) ha promesso un'opposizione «seria, e se serve anche dura, ma senza sgambetti». Prendendo le distanze dal "collaborazionismo" di Colla, Giulia Piroli (Pd) ha polemizzato con gli ultras della maggioranza: «Raccontare una città in pieno degrado non corrisponde al vero, guardate che con il malcontento si possono vincere le elezioni, ma governare, amministrare è un'altra cosa». Mano tesa alla giunta da Trespidi: «Questa città ha subito un declino negli ultimi cinque anni, la nostra sarà un'opposizione di chi vuole entrare nel merito delle proposte con un'attenta lettura e valutazione dei contenuti degli atti, liberi da pregiudizi e preconcetti». Il M5s, con Andrea Pugni, ha assicurato «un'opposizione di buon senso senza essere pregiudiziali, valuteremo caso per caso». E Rabuffi ha chiarito: «Noi siamo qui al servizio dei cittadini. Oggi il tema principale è disaffezione dei cittadini, noi dobbiamo dimostrare che la politica la P maiuscola offre risposte alle esigenze dei cittadini».

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