In aula il primo dibattito politico tra mani tese e scintille polemiche
Una maggioranza che, superate
le tensioni sulla composizione
della squadra (giunta e presidenza
del consiglio comunale),
chiede all'amministrazione di iniziare
a dare al più presto i segni
della svolta promessa dal centrodestra
in campagna elettorale,
una minoranza composita, che
va dall'estrema sinistra di Luigi
Rabuffi (Piacenza in Comune) ai
tra consiglieri "Liberi" guidati
dall'ex coordinatore del Pdl piacentino
Massimo Trespidi, passando
per il Pd, la lista civica "Piacenza
Più" e il Movimento 5 stelle.
E nella quale già si colgono evidenti
divergenze di linea che potrebbero
semplificare il viatico
dell'amministrazione.
Ieri in aula si è sviluppato un confronto
politico nel quale un po'
tutti hanno voluto intervenire. Il
sindaco ha usato parole di indubitale
apertura nei confronti delle
minoranze, a cui promette coinvolgimento
e da cui si aspetta
collaborazione. Se Patrizia Barbieri ha abbandonato i toni arrembanti
della campagna elettorale
evitando di rinfacciare catastrofi
alla passata amministrazione,
non tutti nella maggioranza
l'hanno seguita. Stefano Cavalli
(Lega) ha esortato la città a «rialzare
la testa coniugando legalità
e giustizi», grazie a un'amministrazione
guidata dal Carroccio
che per la prima volta è al governo
di Piacenza. E all'indirizzo
dell'ex assessore al commercio
Giorgia Buscarini (Pd) sono volate
parole poco concilianti. A
esortare la giunta a dare subito,
«nel giro di trenta giorni», segnali
del cambiamento poliico, è stato
Mauro Saccardi (Fi) che ha citato
la revoca della nuova viabilità
in via Venturini-Corso, «riportare
le corriere in piazza Cittadella»,
il percorso dei bus che arrivano
da Pontenure e «la
rimozione immediata delle fioriere
in piazza Duomo, simbolo
di spreco e del degrado della città».
Più in linea con il sindaco l'intervento
di Tommaso Foti (Fdi):
«Oggi si apre la stagione dell'amministrazione
del centrodestra,
ma non sarà un fortino a difesa
del quale si schiereranno le decime
legioni. Manterremo uno stile
aperto di governo, non ci arroccheremo
per fare il bene della nostra
città, che deve tornare a crescere
per i nostri giovani e gli anziani».
Al clima collaborativo
hanno invitato anche Antonio
Levoni che ha omaggiato l'ex sindaco
Dosi («Credo che abbia fatto
tutto quello che poteva,se solo
fosse stato meno commissariato
da altri avrebbe ottenuto risultati
migliori») e Gianpaolo Ultorii
(entrambi di Prima Piacenza)e Michele Giardino (Fi).
La minoranza ha risposto tenendo
a sua volta la mano con Roberto
Colla (Piacenza Più). Stefano
Cugini (Pd) ha promesso un'opposizione
«seria, e se serve anche
dura, ma senza sgambetti». Prendendo
le distanze dal "collaborazionismo"
di Colla, Giulia Piroli
(Pd) ha polemizzato con gli ultras
della maggioranza: «Raccontare
una città in pieno degrado non
corrisponde al vero, guardate che
con il malcontento si possono
vincere le elezioni, ma governare,
amministrare è un'altra cosa».
Mano tesa alla giunta da Trespidi:
«Questa città ha subito un declino
negli ultimi cinque anni, la
nostra sarà un'opposizione di chi
vuole entrare nel merito delle
proposte con un'attenta lettura e
valutazione dei contenuti degli
atti, liberi da pregiudizi e preconcetti».
Il M5s, con Andrea Pugni,
ha assicurato «un'opposizione di
buon senso senza essere pregiudiziali,
valuteremo caso per caso».
E Rabuffi ha chiarito: «Noi
siamo qui al servizio dei cittadini.
Oggi il tema principale è disaffezione
dei cittadini, noi dobbiamo
dimostrare che la politica la
P maiuscola offre risposte alle esigenze
dei cittadini».
Libertà
