Lettera aperta al quotidiano Libertà da parte del Sig. Ernesto Ghisoni
Egregio direttore,
in relazione alla lettera del direttivo
del Gruppo Socialista Piacentino,
pubblicata da questo giornale
alcuni giorni or sono, mi pregio effettuare
alcune precisazioni.
Osservazione nº 1. Le "famose"
trentamila firme, non erano firme,
ma sono stati voti. Un risultato, la
cui entità, rappresenta il sogno di
tutti i partiti politici di Piacenza.
Nessuna malignità potrà mai infangare
la stupenda prova data dalla
comunità piacentina.
Osservazione nº 2. Il 10 aprile
c.a.un gruppo di consiglieri comunali,
di varia appartenenza
politica, che nomino per gratitudine
in ordine alfabetico: Bisagni,
Botti, Fiazza, Foti, Gabbiani, Garetti,
Girometta, Opizzi, Pallavicini,
Polledri, Ponzini, Quagliaroli,
Rossi, Tagliaferri, Tarquini,
ha statuito nella seduta nº 23 che
l'intera area della Pertite diventi
parco urbano, coerentemente a
quanto emerso da regolare referendum.
Osservazione nº 3. L'iniziativa assunta
da Confindustria è attività
di lobby e come tale va considerata
niente di più niente di meno.
Non è un atto di generosità verso
la città. Non nasce da uno slancio
affettivo verso di essa. Non ha
nulla a che vedere con l'impegno
sociale. Nessun encomio.
Osservazione nº 4. E' universalmente
noto che la Val Padana è
una delle quattro aree più inquinate
del pianeta; che Piacenza
per L'O.M.S, è la 17ª città d'Italia
più avvelenata, avendo superato,
nell'anno 2016, più volte i livelli
medi di concentrazione P.M. 2,5
e P.M. 10. Negare o nascondere
questo è scorretto ed intelletualmente
disonesto.
Uno rientra delle ferie. Legge i
giornali arretrati e scopre che il
Direttivo del Gruppo Socialista
Piacentino è ancora lì inchiodato
nel suo mondo, fatto di tristissimi umori e cavernicoli pensieri.
Non rimane che farsene una ragione
e lasciar perdere. E' la sua
natura. E' incorreggibilmente fatto
così.
Libertà
