Rassegna Stampa

Per il nuovo presidente in pole position altri di FdI, addio ipotesi larghe intese

Data: 29/06/2019

Giornata di serrati contatti riservati e riunioni a porte chiuse nel centrodestra

Una pista, quella più accreditata, che porta a Fratelli d'Italia, e per la precisione a un ballottaggio tra Nicola Domeneghetti e Gloria Zanardi. Un'altra, che però ha perso progressivamente peso nel corso delle ore, che porta a un esponente della minoranza, e in particolare a Sergio Dagnino del Movimento 5 stelle. Il quadro delle trattative nella maggioranza di centrodestra era questo al termine di una giornata di serrati contatti sotterranei e di riunione di coalizione, alcune convocate e regolarmente tenute, altre disdette o svoltesi senza il plenum degli invitati. Il nodo da sciogliere non è da poco, dare un successore a una presidenza del consiglio comunale uscita così vilipesa dall'arresto e dalle accuse di affiliazione mafiosa cadute cinque giorni fa sul capo di Giuseppe Caruso, l'esponente di Fratelli d'Italia due anni fa votato per quella carica da tutta la maggioranza nonostanze resistenze e mal di pancia rimaste però più sottotraccia che pubblicamente manifestate. E senza però dimenticare che il caso Caruso è scoppiato nel mezzo di un percorso di verifica all'interno della coalizione finalizzato a individuare la strada per un rilancio politico-amministrativo e una coesione che le tensioni degli ultimi mesi hanno ripetutamente minato. Di mattina un vertice plenario risulta essere andato in scena in via Cavour nello studio dell'ex senatore Antonio Agogliati (Forza Italia) con la sindaca Patrizia Barbieri accompagnata dagli assessori (assente giustificato Marco Tassi) e i dirigenti delle forze politiche del centrodestra: Corrado Pozzi e Maurizio Parma per la Lega, Tommaso Foti per Fdi, Jonathan Papamarenghi per Fi, Antonino Coppolino per i Liberali Piacentini. Al caso Caruso sarebbe stata dedicata la parte iniziale della riunione, con Foti che avrebbe ruvidamente lamentato una debole solidarietà dagli alleati. Si sarebbe cioè aspettato maggiore condivisione sulla linea della parte lesa che Fdi ha vigorosamente perorato rispetto alle poco edificanti vicende addebitate alla "mela marcia" tratta in arresto. Lasciando intendere, è il retropensiero, che nella maggioranza ci sia chi conti di far pesare la responsabilità politica oggettiva in capo a Fdi che Caruso lo ha messo in lista e poi candidato alla presidenza del Consiglio così da sfilarle la carica. Se nel centrodestra prevale l'idea di lasciare a Fratelli d'Italia lo scranno più alto dell'aula - poltrona ambita sia per il prestigio istituzionale sia per il compenso (3.300 euro lordi al mese) paragonabile a quello di un assessore -, il partito di Foti vorrebbe nelle prossime ore dagli alleati una solida e corale presa di posizione allineata alla posizione assunta sul caso Caruso alla conferenza stampa di mercoledì pomeriggio alla presenza dell'intero gruppo consiliare. Se le condizioni richieste si determineranno, ecco che i nomi che più circolano in casa Fdi sono quelli di Domeneghetti e Zanardi, anche se non pare da escludere Filippo Bertolini. Zanardi avrebbe il vantaggio di risultare la più gradita alla sindaca (anche per solidarietà di "quote rosa"), per converso paga le contrarietà che potrebbero levarsi da certi settori della coalizione e derivanti dai suoi cambi di casacca: uscita da Forza Italia alle comunali del 2017 per candidarsi con i Liberi di Massimo Trespidi, un anno fa è passata al gruppo misto dichiarandosi poi in maggioranza per entrare, un mese fa in Fratelli d'Italia. L'alternativa di aprire alla minoranza sarebbe stata caldeggiata da chi, nel centrodestra, la preferirebbe, in una fase così tribolata, come segno di riscatto della politica piacentina collegialmente intesa. Naturale pensare a Dagnino (M5s) che del consiglio comunale è l'attuale vicepresidente. Ma sono circolati anche altri nomi. La minoranza si sarebbe però data una linea di indisponibilità, per lasciare che a una bufera scatenatasi nel campo della maggioranza sia la stessa maggioranza a porre rimedio. E in ogni caso l'ipotesi di mano tesa all'opposizione avrebbe presto perso consistenza nel centrodestra stesso. Ma alla riunione in via Cavour il tema Caruso ha occupato meno del tempo riservato all'altro tema in agenda, l'obiettivo di ridare smalto all'attività della giunta Barbieri. Tema sollecitato in primis dai Liberali, che da tempo si sono ritagliati un po' il ruolo di spina nel fianco dell'amministrazione. Gli alleati per la maggior parte risultano non avere gradito e ieri se ne sarebbero lamentati. Inclusa la sindaca che avrebbe, da parte sua, esortato gli assessori a un supplemento di impegno. Secondo alcune indiscrezioni, sullo sfondo resterebbe l'ipotesi di un nuovo rimpasto di giunta, ma con tempi che porterebbero a dopo l'estate. Nel mirino assessori come il leghista Paolo Mancioppi (ambiente e mobilità) che nei giorni scorsi, nel pieno della polemica sull'appalto del verde, sarebbe stato sul punto di essere sfiduciato dalla Barbieri. A far rientrare la rimozione l'intervento del sottosegretario leghista Guido Guidesi che avrebbe minacciato di far venir meno l'appoggio del Carroccio alla giunta. 

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TommasoFoti
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