Ai Teatini seduta speciale del Consiglio comunale per celebrare la storica ricorrenza del plebiscito del 10 maggio 1848
Furono 37.089, il 98 per cento della
popolazione, i piacentini che
quello storico 10 maggio 1848 votarono
l'annessione di Piacenza al Regno di Sardegna, primi tra tutti. La
Primogenita si dà appuntamento,
170 anni dopo quell'incredibile pagina
che ebbe la basilica di San Francesco
da fondale, ai Teatini. E, dando
vita ad un consiglio comunale "in
trasferta" nella prestigiosa sede, si
ricompatta e guarda avanti. O, almeno,
è il senso delle parole del sindaco, Patrizia Barbieri, seduta al tavolo
principale insieme al prefetto
Maurizio Falco, al presidente del
Consiglio Giuseppe Caruso e al dg
del Comune Roberto Gerardi. «Lo
spirito di coesione dei piacentini»
che votarono l'annessione, quel «dinamismo
inclusivo», sono l'eredità
più importante, sostiene il prefetto
Falco, e costituiscono il fondamento
di quella «forza innovativa» che
allora distinse i piacentini. Barbieri
saluta i suoi predecessori presenti
ai Teatini (Paolo Dosi, Stefano Pareti,
Franco Benaglia), alcuni presidenti
del Consiglio del passato, prima
di parlare di quelle «alte pagine della nostra storia», di una scelta popolare
annunciata con giubilo in san
Francesco, della delegazione di
Gioia, Rebasti e Gavardi da Carlo Alberto.
«Piacenza - ricorda il primo
cittadino - fu davvero anticipatrice
del percorso di unità nazionale».
Quel plebiscito fu la nostra storia ma
fu anche un'idea attualissima circa
il futuro del nostro Paese. Ma ora
non basta. «In una società globale -
esorta Barbieri - Piacenza non si arrocchi
sulle sue posizioni ma riprenda
quel discorso intrapreso nel
1848». Intervengono, di seguito, i capigruppo
in consiglio o alcuni delegati.
Parlano Nelio Pavesi (Lega Nord), Sergio Pecorara (Forza Italia),
Tommaso Foti (Fratelli d'Italia),
Cristian Fiazza (Partito Democratico),
Antonio Levoni (Liberali piacentini),
Andrea Pugni (Cinquestelle),
Mauro Monti (Liberi), Roberto Colla (Piacenza Più), Gloria Zanardi
(gruppo misto), Luigi Rabuffi (Piacenza
in Comune). Tra le curiosità.
I trapani degli operai di un vicinissimo
cantiere che intralciano le parole
del sindaco (che durante il suo
intervento fa un pacato richiamo al
frastuono invadente). Il "tutti in piedi"
di Fiazza per ricordare Spigaroli,
Braghieri, Vaciago. Il tricolore indossato
da Zanardi che bacchetta
con garbo i colleghi uomini di averla
relegata, unica donna, in fondo
agli interventi ("graziata" solo da Rabuffi).
Per Caruso, chiamate semplicemente
effettuate in base alla decrescente
numerosità del gruppo.
Libertà
