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Rosatellum, alla Camera Piacenza fa collegio. Al Senato dobbiamo condividerlo con Parma

Data: 26/11/2017

Con la nuova legge elettorale definiti i perimetri uninominali 
Conquistare un seggio parlamentare sarà un po' un terno al lotto

Aria di elezioni e, quindi, vigilia di grandi manovre anche all'interno degli schieramenti politici piacentini. Tuttavia, sarà lunga la strada per completare il puzzle delle candidature, tenuto conto che la nuova legge elettorale modifica in modo sostanziale quelli che, in passato, erano sia i collegi uninominali che - da ultimo - i listoni bloccati. 

Collegi uninominali 
Il Rosatellum, come viene chiamato il nuovo sistema elettorale, in parte riesuma i collegi uninominali del Mattarellum, pur essendo gli stessi di un'estensione ben diversa dal passato. Tanto per stare a casa nostra, la provincia di Piacenza che, dal 1994 al 2001, aveva due collegi uninominali per la Camera e un collegio uninominale per il Senato, li vedrà drasticamente modificati. Infatti, con la formazione dei nuovi collegi, così come elaborata dai tecnici dell'Istat e sulla quale si esprimeranno nei prossimi giorni le competenti commissioni parlamentari, alla Camera ci sarà un solo collegio uninominale che comprenderà gli elettori di tutti i comuni della nostra provincia. Al Senato andrà anche peggio poiché, al posto del tradizionale collegio comprendente i soli comuni del piacentino, ce ne sarà uno che comprenderà anche tutti gli elettori dei comuni della provincia di Parma a eccezione di Colorno, Mezzani, Parma, Roccabianca, San Secondo, Sissa Trecasali e Sorbolo. Insomma collegi uninominali almeno raddoppiati per quanto riguarda il numero degli elettori, ma minore rappresentatività dei territori. In provincia di Piacenza, infatti, si eleggerà certamente un parlamentare (alla Camera), mentre per il Senato si dovrà trovare un accordo tra i rappresentanti politici del territorio piacentino e di quello parmigiano. Sempre che, a nessuno venga in mente di catapultare nei due collegi un qualche rappresentante di livello nazionale. 

Collegi plurinominali 
Ancora più difficile sarà comprendere cosa capiterà nei cosiddetti collegi plurinominali. Alla Camera, nella nostra Regione, ne sono stati formati quattro. Il nostro comprende, oltre alla provincia di Piacenza, anche quelle di Parma e Reggio Emilia ed eleggerà 8 deputati, ma la lista sarà formata da solo 4 candidati, con alternanza di genere. Non essendovi preferenze, sarà l'ordine di lista a dirci chi eventualmente sarà eletto. Inutile dire che Piacenza parte svantaggiata: è la provincia delle tre del collegio con il minore numero di abitanti e, quindi, soprattutto nei partiti più grandi è probabile che i primi due posti della lista siano appannaggio di candidati delle provincie di Reggio Emilia e di Parma. In questo caso, però, forse nel solo Partito Democratico (per l'apporto prevedibile di voti che dovrebbe portare la provincia di Reggio Emilia) anche il terzo posto in lista possa aprire le porte del Parlamento al candidato li collocato. Per gli altri partiti, la cosa appare difficile, quando non impossibile. A meno che non vi siano pluricandidature (ogni candidato può, infatti, essere candidato al massimo in 5 collegi plurinominali). Ma in questo caso, risulterà difficile stabilire a tavolino chi subentrerà a chi risulti eletto in due collegi. Infatti, se prima valeva l'opzione del diretto interessato (cioè era l'eletto che stabiliva in quale collegio volesse restare), oggi si dovrà andare a vedere in quale collegio il partito di cui era candidato ha ottenuto il minore numero di voti. A tacere del fatto che prima ancora di andare a proclamare gli eletti sui territori provinciali, dovrà essere attribuito ad ogni coalizione il numero di parlamentari ad essa spettanti a livello nazionale e, quindi, a livello locale. Dopo di che l'operazione verrà ripetuta per ogni singolo partito, così da individuare in quale collegio ha conseguito l'eletto.

Roulette russa 
Insomma, una vera e propria roulette russa, perfino peggiore - dice qualcuno negli ambienti politici locali - di quella che alle precedenti elezioni vide escluso dalla Camera il piacentino Tommaso Foti, nonostante che in Fratelli d'Italia risultasse il quinto tra i dieci poi eletti a livello nazionale. Al Senato, se possibile, nei collegi plurinominali sarà anche peggio. Il collegio plurinominale comprenderà, infatti, le provincie di tutta l'Emilia occidentale (Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena) ed eleggerà sei senatori, ma le liste saranno sempre di quattro candidati, con alternanza di genere. Insomma territori sempre più vasti, con conseguente aumento delle spese elettorali, senza alcuna certezza d'elezione. Vuoi vedere che, stavolta, non saranno in tanti a sgomitare per una candidatura?

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