Il consiglio comunale approva con sostegno bipartisan una proposta di Fratelli d'Italia per fronteggiare la micro-criminalità
I pontieri piacentini vengano utilizzati
anche in strada per aiutare
polizia, carabinieri e Municipale a
presidiare il territorio e a difendere
i cittadini dalla microcriminalità.
Lo chiede a gran voce il Consiglio
comunale che l'altro giorno in aula
ha approvato una risoluzione di
Fratelli d'Italia secondo cui «i piacentini
si sentono sempre più insicuri».
L'atto, firmato dai consiglieri
Gian Carlo Migli e Tommaso Foti,
impegna il sindaco e l'amministrazione
a richiedere al governo «l'impiego
di parte del personale in servizio
al 2 Reggimento Genio Pontieri
nell'attività di controllo del territorio,
di vigilanza a siti e obiettivi
sensibili, di prevenzione dei fenomeni
di microcriminalità congiuntamente
con le forze di polizia». Un
provvedimento votato a larga maggioranza
che ha ricevuto l'assenso
anche di gran parte delle opposizioni
tra cui il Pd, il Movimento 5
stelle e Liberi (ha votato contro Pc
in Comune, non ha partecipato Pc
Più). La legge 125 del 24 luglio 2008
- denominata Operazione Strade
Sicure - prevede infatti la possibilità
che dai ministeri degli Interni e
della Difesa venga autorizzato l'utilizzo
di militari "per specifiche ed
eccezionali esigenze di prevenzione
della criminalità", così come accade in alcuni quartieri e città come
Bologna con le cosiddette pattuglie
miste. «Siamo preoccupati
dai frequenti episodi di microcriminalità
che succedono a Piacenza
- ha esordito Migli - penso ad
esempio alla rissa davanti alla stazione,
all'omicidio di fine anno, ai
frequenti episodi di spaccio. I piacentini
hanno bisogno di più sicurezza».
La tesi è stata sposata anche
dagli alleati Sergio Pecorara (Fi), che
ha ricordato l'effetto positivo che
ebbero le pattuglie miste anni fa anche
nella nostra città, e Stefano Cavalli
(Lega Nord): «In questo modo
si dà un aiuto alle forze dell'ordine
che hanno organici sempre risicati».
Ma ha trovato l'appoggio anche
dei pentastellati con Andrea Pugni
(«finalmente una proposta in tal
senso, lavoriamo insieme alla prefettura
per l'obiettivo») e del Pd con
Stefano Cugini: «Anche gli ex sindaci
Roberto Reggi e Paolo Dosi
sfruttarono questa legge, ci sono
momenti storici particolari e oggi
la percezione della sicurezza è un
tema importante», ha detto. Concorde
anche Massimo Trespidi (Liberi)
che però ha suggerito di lavorare
anche sul fronte della certezza
della pena e dell'illuminazione di
alcune zone della città «troppo
buie». Contrario invece Luigi Rabuffi
(Pc in Comune): «I militari
svolgono altri compiti. Cerchiamo
semmai più risorse da destinare a
polizia, carabinieri e Municipale».
Libertà
