Approvato indirizzo che taglia risorse ai centri giovanili e alla rassegna in rosa. Sdegno del centrosinistra: «Cambio di rotta preoccupante»
Dito puntato contro la precedente
amministrazione per «lo sgradito
regalo di fine stagione», quello
di Palazzo Farnese «che peserà negli
anni a venire sul bilancio comunale»;
la percezione netta che dopo
15 anni sia giunta agli sgoccioli
la gratuità dell'utilizzo dei bus per
gli over 65; ma soprattutto l'intenzione,
messa nero su bianco, di
mettere una pietra tombale su Pulcheria,
Spazio 2 e Spazio 4 tagliandone
i fondi.
È soprattutto su quest'ultimo terreno
che ieri si è consumata
un'aspra battaglia in Consiglio comunale.
L'occasione è stata offerta
dall'esame dell'ultima variazione
di bilancio dell'anno presentata
dall'assessore Paolo Passoni,
manovrina passata con i voti del
centrodestra, del Pd e di Pc Più;
non hanno partecipato al voto Liberi
e il Movimento 5 stelle, contro
Piacenza in Comune.
Bufera sui tagli
È stato mentre infuriava la polemica
contro la giunta Dosi - rea, secondo
il centrodestra, di non aver
inserito nell'ultimo anno il contributo
di 84mila euro a beneficio della
Caritas per alleviare le situazioni
di diffcoltà delle famiglie bisognose
- che Antonio Levoni, insieme
al collega dei Liberali Piacentini
Gian Paolo Ultori, ha presentato
un ordine del giorno
(rimodellato dai giovani della Lega)
con cui sostanzialmente si punta a tagliare in futuro i contributi
destinati alla rassegna al femminile
di Pulcheria e ai centri di aggregazione
giovanile Spazio 2 e Spazio
4, tutti cavalli di battaglia del
centrosinistra. «Non voglio che
esca più un euro per iniziative che
puntano solo a creare bacini elettorali.
Si può tagliare senza far
piangere le famiglie che hanno
realmente bisogno», ha attaccato
Levoni. Più morbido, ma fermo,
Tommaso Foti (Fdi-an): «Avete
preferito finanziare Pulcheria e
non la Caritas, ma ogni iniziativa
ha un suo tempo storico e Pulcheria
negli ultimi anni è andata scemando.
Vanno fatte delle scelte e
non sempre deve andare avanti la
stessa musica». Concetto ribadito
anche da Stefano Cavalli (Lega
Nord).
Un indirizzo che ha sollevato le vibranti proteste del centrosinistra.
«Un cambio di rotta preoccupante»,
ha avvertito Stefano Cugini
(Pd). Sdegnata e preoccupata la
collega di gruppo Giulia Piroli:
«Una scelta contro il buon senso,
erano cifre irrisorie e quegli spazi
di aggregazione servivano anche
a prevenire il disagio giovanile».
«Chiarisce quali sono le vostre
priorità», ha aggiunto Christian
Fiazza (Pd). Furioso e incredulo
anche Luigi Rabuffi (Pc in Comune),
contrari anche Roberto Colla
(Pc Più) e Andrea Pugni (M5s). Il
provvedimento è stato approvato
da tutto il centrodestra.
«Farnese, Reggi in aula»
Scontro anche sui 193mila euro
per tre anni inseriti nella variazione
per compensare i minori trasferimenti
statali scattati da quando,
nel 2014, palazzo Farnese è passato
dallo Stato al Comune. Una sorta
di "tassa" che Passoni ha definito
«un grave onere per il Comune
che non si sa fino a quando dovremo
sostenere». «Questi "regali"
dallo Stato si sono rivelati dei debiti»,
ha incalzato Foti mentre Massimo
Trespidi (Liberi) ha chiesto
«se la stessa sorte vale per altri beni
che ancora non sappiamo». Oltre
al Pd, anche Paolo Rizzi (Pc Più)
ha tentato la difesa d'ufficio: «Il Farnese
è il simbolo della città, è un
onore esserne proprietari e abbiamo
la possibilità di valorizzarlo».
Ma intanto c'è anche chi, come
Sergio Pecorara (FI), ha chiesto che
il direttore del Demanio, Roberto
Reggi, venga a chiarire in aula i
contorni della questione.
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