PRESSING DEL SINDACATO : CLAUSOLA SOCIALE A TUTELA DEI LAVORATORI
Rimbalza in Consiglio comunale
la doppia polemica della chiusura
di Spazio 4 e dell'esclusione dei
sindacati dal tavolo strategico sullo
sviluppo economico convocato dal
sindaco Patrizia Barbieri per il primo
febbraio prossimo. In entrambi
i casi ad accendere la miccia e scatenare
un dibattito a tratti vibrante
sono stati i consiglieri del Partito Democratico.
Spazio 4 e clausola sociale
Sui progetti e i bandi per i giovani il
primo cittadino tira dritto per la sua
strada e cade nel vuoto l'appello rivoltole
da Giulia Piroli (Pd) a incontrare
una delegazione di educatori
e giovani frequentatori di Spazio 4
presenti tra il pubblico. A spalleggiarli
c'erano anche esponenti della
Filcams Cgil, tra cui il segretario
Fiorenzo Molinari, preoccupati anche
per il mancato inserimento nel
prossimo bando della "clausola sociale"
(salvaguarda il posto di lavoro
della gestione precedente) che
coinvolge anche altri comparti dove
il Comune esternalizza i servizi.
Una preoccupazione raccolta nel
suo intervento anche da Luigi Rabuffi
(Pc in Comune) prima e da
Paolo Rizzi (Pc Più) dopo: «Questa
amministrazione parla di inclusione,
ma è un concetto che stride con
quanto avvenuto a Spazio 4», ha detto
l'ex candidato sindaco. Per la
maggioranza Antonio Levoni (Lib.
Piacentini) ha chiarito «che chi vince
le elezioni ha il diritto di decidere,
non di assecondare il volere di
chi gestiva in passato. Ci vuole rispetto.
Di iniziative per i giovani ce
ne saranno tante, ma le valuteremo
e le decideremo noi». Delusione da
parte dei lavoratori e sostenitori di
Spazio 4. A margine della seduta
una delle educatrici che ha perso il
lavoro, Simona Arfini, ha spiegato fatto di voler «mantenere alta l'attenzione
sulla vicenda di Spazio 4».
«Ad oggi, nonostante le promesse,
il centro è chiuso, il bando non c'è e
la continuità del servizio educativo
per i ragazzi del doposcuola non è
garantita - ha aggiunto - Tutto il lavoro
educativo di questi anni è stato
vanificato da una scelta politica
che non tiene per nulla in conto il
ruolo di prevenzione del disagio e
di protagonismo giovanile in un
contesto gratuito e accessibile a
chiunque. Chi insiste sul tema della
sicurezza dovrebbe aver ben chiaro
cosa rappresentava quel luogo.
E' ridicolo che il consigliere Antonio
Levoni abbia parlato di rispetto,
prima di assestare l'ennesimo insulto
a persone che nulla hanno a
che fare con i giochi della politica e
che oggi hanno ricevuto l'ennesima
dimostrazione dello scarso interesse
nei loro confronti».
Sulla questione si è fatta sentire la
Filcams Cgil: «Questi ormai ex lavoratori
sono persone che hanno necessità
come tutte di un lavoro e che
non avrebbero rifiutato di continuare
a operare in quella struttura qualora
la stessa avesse cambiato la propria
mission. Tuttavia non gli è stata
data questa possibilità. Non solo
perché si è deciso di non prorogare
il servizio in attesa del nuovo bando,
ma perché nello stesso non verrà inserita la clausola sociale. Una
scelta politica che va nella direzione
di fare tabula rasa di quello che
spazio 4 è stato. Se la clausola sociale
non esistesse questi lavoratori sarebbero
disoccupati a ogni cambio
di gestione. Non si chiedeva di mettere
in atto storture, ma di inserire
una tutela prevista dalla legge e dalla
maggior parte dei contratti nazionali.
Questo è il primo bando da
quando si è insediata la nuova amministrazione:
dobbiamo forse temere
che la scelta sarà questa anche
per le mense scolastiche, i servizi
informativi, la biblioteca, le pulizie
eccetera?».
Tavolo strategico
E' stato il dem Stefano Cugini ad
aprire in Consiglio il fronte sulla
mancata convocazione di Cgil, Cisl
e Uil al tavolo dello sviluppo economico.
Cugini ha attaccato il sindaco
esprimendo solidarietà alle parti sociali:
«Con la sua risposta il primo
cittadino denota un atteggiamento
stizzito che non si addice al suo ruolo.
I sindacati sono quanto di più tecnico
ci sia e devono partecipare subito
ai lavori». Sulla stessa lunghezza
d'onda Rizzi che si è rammaricato
per l'esclusione. A prendere le difese
del primo cittadino è stato Tommaso
Foti (Fdi) che ha parlato di
«attacchi inopportuni e strumentali».
«Questi non sono gli Stati Generali
per Vision 2020 dove vennero
convocati tutti per poi non decidere
nulla. Il sindaco ha legittimamente
voluto un tavolo dove confrontarsi
in prima battuta con categorie e
imprenditori, una scelta di agilità
amministrativa. Mi aspetterei che i
sindacati, dopo qualche seduta,
chiedano di essere auditi e si presentino
con un documento». Ha poi
aggiunto: «Non mi pare che sull'articolo
18 il premier Renzi avesse coinvolto
le parti sociali».
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