Foti (Fratelli d'Italia) sul caso-Domeneghetti: meschinità.
E poi il contrattacco: pronti a rivolgerci alla Procura della Repubblica
PIACENZA • Nottetempo si fa incandescente la protesta contro gli amministratori di Palazzo Mercanti, a suon di striscioni. Dunque, a dispetto dei giorni pasquali, nessuna tregua sui tagli allo Spazio Belleville, sul bando per Spazio 4 e sull'incertezza che avvolge il destino del Cinema all'aperto all'Arena Daturi.
E anche se i destinatari sono diversi, c'è un filo rosso che unisce tutti e tre i "lenzuoli" della protesta - simili pure le soluzioni grafiche - che punta dritta alle decisioni assunte dalla Giunta Barbieri. Certo il clima generale si è arroventato, la vicenda di Spazio 4, le nuove modalità dei bandi hanno lasciato una scia di delusione e di amarezza che è diventata "urlo".
Uno
Ecco un primo striscione appeso davanti a Spazio Belleville, centro di aggregazione ora ribattezzato SpaziAli, nel Quartiere Roma, ingresso su via La Primogenita. Recita: "Balle SpaziAli - Il vuoto culturale a Piacenza - Sgorbati vergogna". La critica all'assessore Federica Sgorbati (Sociale) allude alla "sforbiciata" sul bando di gestione che porta da 63mila a 20mila euro all'anno lo stanziamento. E' la fotocopia di quanto accaduto con Spazio 4, l'amministrazione vuole segnare una discontinuità con il passato e ridurre i costi.
Due
Il secondo striscione fa la sua comparsa davanti all'ingresso dell'Arena Daturi, sede del cinema all'aperto, la rassegna organizzata dai Cinemaniaci con Arci e scandisce: "Paura e delirio al Daturi, Polledri fatti una cultura", inutile dire che a monte c'è una petizione pubblica per conservare il cinema al Daturi. Ma regna l'incertezza sulla stessa esistenza in vita del cinema all'aperto, se non si troveranno sponsor così ha dichiarato l'assessore Massimo Polledri (Cultura).
Tre
Davanti a Spazio (ora Spazio 4.0) in via Manzoni (si dice che già domani dovrebbero partire alcuni lavori di sistemazione) in attesa di veder ufficializzata un'assegnazione provvisoria ai nuovi gestori, ecco fiorire un terzo manifesto, il più criptico per certi aspetti:"-3 giorni all'apertura (forse). Cons. Domeneghetti e Co. dai dai dai dai die dai dai dai dai!». Non sfugge e non pare un refuso quel "die" (muori). Qui è stato previsto un taglio da 60 mila a 20 mila euro annui per la gestione e c'è chi ha sospettato che in chi si è fatto avanti - unica l'associazione "Placentia Superba" nata da pochissimo, ammessa alla gara dopo un primo bando andato deserto, mentre Arci ha rinunciato - ci sia l'aggancio con il consigliere di maggioranza che milita in Fratelli d'Italia An. Si fa sentire l'onorevole Tommaso Foti (Fdi), che nell'esprimere solidarietà a Domeneghetti parla di un gesto firmato da «cialtroni», di «meschinità», di «gente nota alla questura» e non esclude un esposto alla Procura della Repubblica. In quanto a Nicola Domeneghetti si dichiara «basito» per la chiamata in causa e a domanda se abbia o meno legami di qualsiasi genere con Placentia Superba, il consigliere nega: «Non solo non ne faccio parte, ma non ho parenti, forse il perché va cercato nel fatto che ho esposto la mia opinione su un centro ches i poteva gestire con meno risorse, guardi io ero perché si chiudesse quel centro, o forse basta avere una conoscenza perché si auguri la morte a qualcuno...». La scritta, comparsa sul sito Piacenza Online, ha scosso moglie e figlia, spiega il consigliere: «Mi augurano di morire, alzano l'asticella, un clima da Anni '70 e pensare che ho uno splendido rapporto, garbato e pacato, con i colleghi della sinistra». Egli arriva la solidarietà del capogruppo consiliare Fdi Gian Carlo Migli.
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