FESTIVAL FEDEZ "STRAPPA" UN VICEMINISTRO. PER EGONU «ITALIA RAZZISTA». FDI: RICORDARE LE FOIBE
La musica ha spesso affrontato tematiche sociali. Ma ieri, nella terza serata di Sanremo, a tenere alta l'attenzione su argomenti scottanti non sono state le canzoni bensì alcune dichiarazioni che, sin dalla conferenza stampa che ha aperto la giornata, si sono rincorse sui social, in radio e sulle edizioni online dei quotidiani. Il giorno prima, Fedez aveva strappato la foto del viceministro Bignami vestito da nazista alla sua festa di laurea e ieri la Rai si è dissociata dal gesto. La pallavolista e co-conduttrice Paola Egonu ha dichiarato che l'Italia è un «Paese razzista», dando adito a un "botta e risposta" sui social e nel mondo politico. Inoltre il piacentino Tommaso Foti, seguito dal ministro della cultura Sangiuliano, ha proposto che stasera siano ricordate le foibe. Amadeus, possibilista, gli ha risposto: «Vedremo». Intanto di Sanremo si continua a parlare, ma sempre meno si parla di musica.
Sanremo, tra musica e politica con Egonu «Voglio divertirmi»
Terza serata all'insegna della leggerezza dopo le dichiarazioni sull'«Italia razzista» e la proposta di Foti: «Parlate delle foibe»
Sanremo non è più solo il Festival della canzone italiana, ma un palcoscenico sul quale sfila anche la politica, con temi scottanti. Lo si è visto nella terza giornata, come sempre in diretta su Rai1, dove ieri il programma musicale era piuttosto ricco. Intanto, cantavano tutti e 28 i concorrenti e poi, ospiti c'erano i Måneskin, gruppo lanciato dalla kermesse e reduce da una serie di successi internazionali, acclamatissimi dal pubblico in sala, con il leggendario Paul Morello come special guest. Ai Måneskin è andato il premio Città di Sanremo 2023. Le discussioni su temi scottanti, per la verità, si sono accese dal pomeriggio, quando il piacentino Tommaso Foti, capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, ha proposto ad Amadeus di rendere omaggio - stasera, 10 febbraio - «a quegli italiani che, per tanti anni, hanno vissuto il dramma di essere esuli in Patria», affrontando un tema che per anni ha diviso la politica: le foibe. L'idea è stata avallata, poco dopo, dal ministro della cultura Gennaro Sangiuliano: «Rispetto l'autonomia degli artisti, ma sarebbe importante ». Per tutta risposta, il conduttore Amadeus, in conferenza stampa, ha osservato: «Ci sono tanti temi cruciali e nessuno è meno importante di un altro. Vedremo cosa fare». Ma i temi sociali affrontati, dopo un'apertura all'insegna della leggerezza con Gianni Morandi e la ritmica "Furore" con cui Paola & Chiara hanno aperto la sfida canora, sono stati tanti. A partire dalla dichiarazione di Paola Egonu, 24enne campionessa del Volley, finita spesso vittima di insulti razzisti e co-conduttrice della serata. « L'Italia è un Paese razzista. Non tutti sono razzisti o tutti cattivi o tutti ignoranti - ha precisato Egonu - ma se mi chiedete se c'è razzismo, la risposta è sì. L'Italia sta migliorando da questo punto di vista e non voglio fare la vittima o sembrare polemica, ma semplicemente dico come stanno le cose». Le parole della pallavolista hanno fatto discutere sui social e le repliche del mondo politico non sono tardate. « L'Italia rappresenta un Paese a stragrande maggioranza di persone civili e non stupide, che non fanno differenza di pelle», ha dichiarato il vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi. Inoltre, Matteo Salvini si era augurato che la Egonu a Sanremo non facesse «un monologo sull'Italia razzista». E ieri sera, per la prima volta, finalmente è giunto il momento in cui Paola Egonu è scesa dalle famose scale dell'Ariston, in un look total white. Intervistata da Morandi e Amadeus, la campionessa ha esordito dicendo: «Sono qui, nel tempio della musica, e spero di divertirmi insieme a voi». Ha poi ripercorso la sua infanzia e presentato Levante, in gara con "Vivo", un brano da lei scritto e interpretato, seguita da Tananai con "Tango" e da Lazza con "Cenere", che è sceso dal palco per portare alla madre un mazzo di fiori. E' stata poi la volta di LDA con "Se poi domani", ma in serata si era esibito anche Gianluca Grignani, che ha interrotto il suo brano per un problema tecnico e ricominciato da capo, girandosi infine per mostrare la scritta dietro la sua giacca "no war" (nessuna guerra). E dopo le polemiche e i temi scottanti affrontati, in effetti la terza serata sanremese è proseguita in serenità, tra canzoni rap, melodie italiane, rock, look particolari, luci e, come sempre, fiori.
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