Rassegna Stampa

Acquisto ex Pertite, il Comune accelera Ispezione per risolvere il rebus bonifica

Data: 31/07/2019

Presenti autorità militari, tecnici di Palazzo Mercanti e Arpae. La ricognizione su edifici con amianto e contaminazioni del sottosuolo

Un sopralluogo con le autorità militari del Ministero della Difesa, i tecnici di Arpae (Agenzia regionale per l'ambiente) e quelli del Comune. Obiettivo: sbrogliare il nodo della bonifica. Palazzo Mercanti prova a imprimere un'accelerazione nella complessa partita di acquisizione dell'ex Pertite in ottica parco per la città. Bocche cucite in Comune sull'esito dell'ispezione. A Libertà risulta tuttavia che questo primo giro di ricognizione - ad esso ne seguiranno altri - sia stato più che altro esplorativo e dettato da due ragioni essenziali: la necessità di censire gli edifici da abbattere per la presenza di amianto, ma soprattutto quella di verificare se, quali siano e come intervenire sulle porzioni di terreno eventualmente ancora contaminate e dunque da bonificare. Non è chiaro, tra l'altro, se siano terminate oppure no quelle prime operazioni di bonifica che la Difesa aveva disposto in seguito all'indagine penale legata ai rifiuti speciali che finivano nelle buche dell'ex polveriera in disuso (270mila metri quadrati). Il sopralluogo di ieri era stato fissato in calendario in seguito agli incontri preliminari che hanno visto la sindaca Patrizia Barbieri, l'assessora all'Urbanistica Erika Opizzi e il dirigente Pietro Dario Naddeo (urbanistica e pianificazione territoriale) recarsi più volte negli ultimi mesi agli uffici del Demanio a Bologna e Roma. La volontà dell'amministrazione è quella di sbloccare una trattativa di acquisizione ancora in stallo, al punto che sul proposito finale di restituire alla città un "polmone verde" (e realizzare il sogno di almeno 30mila piacentini che così si espressero in un referendum) aleggia una coltre di scetticismo trasversale. Ancora numerosi e complessi i passaggi amministrativi, quali ad esempio il trasferimento della pista di prova dei carri armati ad un nuovo sito, condizione primaria posta dai militari per cedere l'ex Pertite. Ma ancor prima c'è, appunto, la questione bonifica. Su cui nei giorni scorsi sono arrivate le dubbiose considerazioni del parlamentare FdI, Tommaso Foti, e la rivelazione di un documento di Arpae. Risale all'anno scorso la verifica dei militari che, dati alla mano raccolti a febbraio e campionati a luglio, stabilirono che il terreno non fosse contaminato e che non serviva dunque alcuna bonifica. Il documento Arpae divulgato da Foti ha invece rimesso in discussione l'intera partita. La sostanza del documento dell'Agenzia per l'ambiente è che nessuna bonifica sarebbe necessaria se l'intera area continuasse ad essere considerata come destinataria di attività industriali. Ma vista la candidatura a parco, i superamenti di livelli di mercurio e cadmio in alcuni punti del sottosuolo «potrebbero costituire una criticità da affrontare in termini di approfondimento della caratterizzazione, eventuale necessità di interventi e relativi costi operativi». Nel promuovere un'interrogazione alla Difesa, Foti ha chiesto di «sapere la verità». «A distanza di tanto tempo - spiega - non si sa ancora se l'area dell'ex Pertite deve essere o meno sottoposta a bonifica». I tecnici di Arpae non sono mai entrati nel perimetro, e si sono dovuti finora attenere all'esame dei dati forniti dai militari. «Arpae - aveva proseguito Foti - ha esaminato lo studio dei militari. Dicendo più o meno che se si vuole utilizzare a parco l'area i valori sarebbero fuori dai limiti di legge. Si dice anche che le analisi finora compiute sono insufficienti». La speranza è che sopralluoghi come quello di ieri sortiscano l'effetto di chiarire una volta per tutte la questione.

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