Aveva 88 anni. Dirigente della Cementirossi, è stato presidente dell'Associazione
«Un galantuomo, una persona per bene, un uomo profondamente legato al suo territorio». È questo il ricordo che accomuna il mondo della politica e dell'industria piacentina nel salutare Luciano Maccagni, storico esponente dei Liberali piacentini, scomparso all'età di 88 anni. Per molti anni presidente dell'associazione Liberali piacentini intitolata ad Einaudi, Maccagni è stato una figura di riferimento non solo sul piano politico, ma anche professionale. Geometra, ex dirigente ai massimi livelli della Cementirossi, era conosciuto per il rigore, la competenza e lo stile sobrio che lo hanno sempre contraddistinto. Nel 1999 il Polo per le Libertà lo scelse come candidato alla presidenza della Provincia, quando l'elezione del presidente avveniva ancora in forma diretta. Maccagni chiuse il primo turno in vantaggio, ma al ballottaggio venne superato da Dario Squeri. Una candidatura arrivata quasi inaspettatamente e che lo portò a impegnarsi con entusiasmo nella vita pubblica. A ricordare quel periodo è Antonino Coppolino, con il quale diede vita al primo gruppo dei Liberali all'interno dell'ente di via Garibaldi. « Era un grande amico e un liberale vero. Ricordo ancora che il centrodestra faticava a trovare un candidato e una sera Corrado Sforza Fogliani disse: "Ce l'ho io l'uomo giusto". Quell'uomo era Luciano. Da quel momento si appassionò alla politica e vivemmo anni bellissimi, caratterizzati da un confronto serio e da una sincera amicizia». Anche il ministro Tommaso Foti ne sottolinea le qualità umane e professionali. «È stato un combattente delle buone cause. Ho sempre avuto con lui rapporti squisiti, chiari e leali. Luciano era un professionista d'altri tempi, una persona che metteva serietà e competenza in tutto ciò che faceva. Piacenza perde un altro personaggio che, nella sua dimensione, ha lavorato con discrezione e concretezza per il bene del territorio». Parole di stima arrivano anche da Patrizia Barbieri e Massimo Trespidi. « Era una persona corretta, sia in politica sia nella vita privata. Un vero galantuomo», affermano all'unisono, ricordandone l'equilibrio e il rispetto sempre dimostrato verso interlocutori e avversari. Accanto all'impegno professionale e politico, Maccagni coltivava un forte legame con la Valnure. La sua famiglia era originaria di Bettola, mentre la moglie Marisetta Chinosi era di Farini. Proprio tra questi paesi trascorreva gran parte del tempo libero. Amava la montagna e le lunghe passeggiate, durante le quali era facile incontrarlo.
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