Rassegna Stampa

Alla Fiera di Nibbiano la tradizione favorisce l'incontro fra generazioni

Data: 20/08/2025

Una ventina di aziende presenti con il bestiame, omaggio a chi lanciò la rassegna, premiato l'82enne che all'inizio veniva a piedi da Cicogni

È una fiera che guarda al futuro, rinnovandosi ogni anno, tenendo però i piedi ben saldi nelle proprie radici, quella che ieri ha fatto di Nibbiano la capitale della Valtidone. Una fiera che cerca, quest'anno più che mai grazie al neonato Comitato Eventi Alta Val Tidone che raggruppa volontari di tutti gli ex comuni di Nibbiano Pecorara e Caminata, di proporsi come rappresentativo dell'intero comprensorio di Alta Val Tidone. Senza dimenticare però chi, 40 anni fa esatti nel 1985, ridiede slancio alla fiera la cui storia affonda in un passato lontanissimo. I nomi di quei pionieri della rinascita della fiera d'agosto sono stati ricordati uno ad uno ieri mattina dall'attuale sindaco Franco Albertini durante l'affollato taglio del nastro in piazza Martiri. «Grazie a loro – ha ricordato Albertini - l'antico mercato e la tradizionale festa popolare ritrovarono il loro respiro medievale». A ridare slancio alla fiera d'agosto furono Guerino Quadrelli, presidente del comitato, Ivano Castagna, Renato Velli, Fabrizio Farinelli, Rino Riccardi, Valentino Matti, Renzo Baldini, Giosuè Carlappi, Albino Cassi, Vittorio Giordani, Vittorio Labò e Ferdinando Molinari. Anche grazie a loro la fiera di Nibbiano è una delle poche ad aver conservato la sua parte più caratteristica: la rassegna del cavallo e del bestiame. A tenerla viva sono la ventina di aziende che ieri hanno portato in esposizione vacche piemontesi, frisone, valdostane, blue belga solo per citarne alcune insieme a cavalli, capre. Ognuna è stata omaggiata con un targa dalle autorità tra cui il ministro Tommaso Foti – «ma sono qui come amico e non come ministro» – il questore Ivo Morelli e tra gli altri la presidente della Provincia Monica Patelli e il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri. Tra i premiati l'82enne Ugo Pozzi, che dal 1985 non manca un appuntamento. «Le prime volte – dice - scendevo con gli animali a piedi, da Cicogni ». A fare da contraltare il piccolo Giacomo Bugoni, 13 anni appena ma con le idee molto chiare. «È stato lui – rivela il sindaco Albertini – a scrivermi per chiedermi di riportare sulla fiera i vecchi trattori». Detto fatto. Per il secondo anno la fiera ha ospitato un settore dedicato ai vecchi mezzi agricoli tra cui un'ammiratissima Marinoni rosso fuoco del 1962 di Gianluigi Varesi. A sottolineare la volontà di ancorare la fiera ai prodotti che meglio rappresentano il territorio ci hanno pensato i volontari del Comitato Eventi che hanno proposto i tagliolini al Nero di Pecorara, il tartufo nero raccolto tra i monti di Alta Val Tidone le cui porzioni sono andate, nemmeno a dirlo, a ruba. La fiera è stata anche un'occasione per ambulanti, artigiani creativi, piccoli produttori di mettersi in mostra. Le vie del borgo hanno ospitato una lunga infilata di espositori a cui ha fatto da contraltare la mostra diffusa con le foto storiche della Nibbiano di un tempo. 

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