Mentre la siccità è percepita M sempre più come un problema incombente nelle regioni del nord Italia, si accentua lo scontro politico sulla richiesta dell'Emilia Romagna alla Liguria di più acqua dalla Diga del Brugneto, posta al confine tra le due regioni (main territorio ligure) in Val Trebbia.
«Il ministro Foti scelga i dati invece della propaganda. Genova non ha mai detto no, ma non firmerà cambiali in bianco sull'acqua potabile dei suoi cittadini. Le parole del capogruppo di FdI sulla vicenda del Brugneto sono l'ennesima dimostrazione di come la destra scelga sistematicamente la scorciatoia dello scontro politico», attaccano i parlamentari del Pd Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino.
«Accusare Genova e il Pd ligure di ostacolare un'intesa - secondo gli esponenti dem - significa rovesciare completamente la realtà: non è il Comune di Genova a bloccare il dialogo, è ilbuon senso a imporre che le decisioni su una risorsa vitale e scarsa come l'acqua si prendano sulla base di numeri veri e scientifici, non di annunci elettorali». «Su una questione così importante non servono polemiche né contrapposizioni. Serve la volontà di lavorare insieme", dicono da parte loro i sindaci della Valtrebbia piacentina. I primi cittadini di Ottone, Corte Brugnatella, Cerignale, Bobbio, Coli, Travo, Rivergaro, Gragnano, Gazzola, Gossolengo, Rottofreno, Calendasco, Piacenza, sabato hanno chiesto un confronto che «si fondi sulla massima trasparenza», e hanno fatto un sopralluogo alla diga.Il ministro Tommaso Foti, piacentino, ha attaccato però, come riportano i media locali, i primi cittadini: «Più che occupare, si fa per dire, la Diga del Brugneto per verificare ciò che a tutti è noto (e cioè l'abbondante presenza di acqua in loco), sarebbe più opportuno manifestare di fronte alla sede del Comune di Genova e del Pd di quella città»., «Da parte nostra - dicono i sindaci in una nuova dichiarazione - non c'è mai stata alcuna volontà di
contrapporci a Genova».
REPUBBLICA GENOVA
