LEGA PRIMO PARTITO CON IL 27,5% (NEL 2013 ERA SOTTO IL 5%). TRACOLLO DEL PD
Non è una novità che le elezioni
a Piacenza consegnino alcuni
risultati in controtendenza rispetto
all'andamento generale.
Il dato si riconferma con la "non
vittoria" del Movimento 5 Stelle
che nel 2013 aveva superato la soglia
del 20% dei voti e che oggi si
mantiene stabile restando ben
lontano dalla percentuale nazionale
che ha fatto del Movimento
il primo partito d'Italia con il 32%
dei consensi. Curiosamente, stavolta,
Piacenza è invece in linea
con il voto regionale che consegna
l'ex rossa Emilia alla coalizione
di centrodestra. Un dato epocale.
Ma vediamo come è andata nel
Piacentino: ha vinto il centrodestra
e ha perso il centrosinistra
con due dati rilevanti: il successo
travolgente della Lega e il tracollo,
oltre le previsioni della migliore
Cassandra, del Pd.
M5S secondo partito
Senza bisogno di sfondare i Cinque
Stelle passano da terzo a secondo
partito a Piacenza. Di questo devono
ringraziare il crollo del Pd che
dalla percentuale superiore al 30
per cento del 2013 è precipitato sotto
la soglia del 20%. Risultato che
meriterà un'ampia e approfondita
riflessione.
Effetto Salvini
Super-Matteo ha fatto un miracolo.
Ha incontrato, "toccato" la gente,
affrontando temi caldi ed è stato
ripagato da una valanga di voti.
La squadra locale ha dato valore aggiunto
tanto che a Piacenza il Carroccio
ha avuto il 27,48% dei voti e
si conferma partito leader della
coalizione. Un dato straordinario
soprattutto se consideriamo che
cinque anni fa la Lega (che nel 2008
aveva ottenuto un buon14% di consensi)
era "caduta" sotto il 5% . Il risultato
della Lega e della coalizione
del centrodestra porta in Senato Pietro
Pisani e, con buone probabilità,
Elena Murelli alla Camera.
Azzurri senza piacentino
Forza Italia perde la guida della coalizione
di centrodestra. Accade in
campo nazionale e lo si registra nel
risultato locale che assegna al partito
del Cavaliere un 13,51%. Va ricordato
che Piacenza non ha schierato
un candidato piacentino.
Fd'I avanti adagio
Fratelli d'Italia a livello nazionale
ha raddoppiato i voti dal 2013
(quando ottenne meno del 2%) . A
Piacenza ha superato il 5% (5,7 alla
Camera, era 3,64 nel 2013)). Effetto
Foti?
Il piacentino torna in Parlamento
forte di un consenso di coalizione
del 47%.
Sinistra ma come?
La Lega dialoga con tutti. Il Pd ha
perso i contatti con la base. Nel
tentativo di proporre una "sinistra
vera" è nato Liberi Uguali: non ha
convinto. Ieri sera era incerta la riconferma
del piacentino Pierluigi
Bersani che ha corso in un collegio
proporzionale della Toscana.
Quanto al Pd non è bastato
candidare esponenti di consolidata
esperienza amministrativa.
A Piacenza Paola Gazzolo ha
"conquistato" solo a Cerignale.
Ma al Senato (salvo sorprese) i piacentini
potranno contare ancora
su Paola De Micheli.
Il partito del voto
Stavolta non si possono addossare
responsabilità al partito del non
voto. L'affluenza definitiva è stata
del 75,56% a Piacenza (nel 2013
era del 78,59% ma si votava anche
il lunedì mattina). La voglia di votare
non è mancata, anzi, i cittadini
hanno sopportato lunghe code
per esercitare il loro diritto di
scegliere a chi affidare il governo
del Paese (purtroppo con il "Rosatellum"
il governo che verrà è
un mistero). E sarebbe irrispettoso
liquidare il risultato come "voto
di pancia". Gli elettori chiedono
un cambiamento. Ora risposte
concrete, altrimenti al prossimo
giro, la bocciatura sarà ancora più
sonora.
Libertà
