Auto fuori strada, cantine allagate, canali tracimati, in azione anche gli spartineve. Apprensione per i possibili danni ai vigneti
Poco dopo le 16 di ieri pomeriggio
una fortissima grandinata
si è abbattuta su gran parte
della Valtidone. I chicchi di
ghiaccio, che hanno raggiunto
le dimensioni di acini d'uva,
hanno ricoperto le colline con
una coltre bianca che, vista da
lontano, sembrava neve. La raffica
ha colpito vaste aree della
campagna tra cui le zone attorno
a Pianello, Seminò e Albareto
(in comune di Ziano) e alcuni
territori del confinante comune
di Alta Val Tidone (che comprende
gli ex comuni di Nibbiano,
Caminata e Pecorara), ma
anche le frazioni di Corano e Moretta di Borgonovo fino a raggiungere,
in pianura, Castelsangiovanni,
dove ha flagellato il
centro abitato.
La violenta grandinata si è protratta
per oltre dieci minuti provocando
molti danni. A Trevozzo,
presso la rotonda dell'incrocio
per Pianello, una bomba
d'acqua si è riversata sulla 412
trasformandola in un fiume (come
si riferisce nell'articolo qui
sotto) mentre a Pianello, in via
Sante Liberata e Faustina, i vigili
del fuoco sono dovuti intervenire
per liberare una cantina finita
sott'acqua a causa di alcuni
canali che sono tracimati. Lungo
la strada che collega Borgonovo
a Ziano il ponticello sulla Carona e quello tra Seminò e Albareto
sono stati sommersi
dall'acqua che è tracimata. In
questa zona sono entrati in azione
anche gli spartineve per rimuovere
il manto di grandine
che invadeva la sede stradale.
Diverse auto colpite dalla gragnuola
di ghiaccio lungo le strade
hanno subito danni e alcune
sono addirittura finite fuori strada,
com'è accaduto a Moretta di
Borgonovo dove è dovuto intervenire
il carro attrezzi. A Castelsangiovanni
la grandinata ha
creato non pochi disagi alla circolazione
con camion e auto che
hanno dovuto accostare in attesa
che terminasse.
Per le conseguenze sui vigneti
bisognerà attendere una verifica
più puntuale, ma già si riscontrano
i primi danni.Andrea Badenchini,
produttore vitivinicolo
di Albareto di Ziano, che ieri è
stato sorpreso dalla grandinata
mentre da Milano stava rientrando
in Valtidone, racconta: «A Castelsangiovanni
sono stato investito
dalla grandine e a Borgonovo
mi sono fermato per vedere se il furgone aveva danni. Quando
sono rientrato a casa, ho trovato
gli spartineve e le colline imbiancate,
come se fosse nevicato. A un
primo esame dei vigneti, qualche
germoglio risulta colpito, speriamo
che il danno sia di lieve entità,
mentre le piante e gli alberi sono
stati completamente pelati».
Per i vigneti,bisognerà attendere
una ricognizione più approfondita. Dai parlamentari piacentini
intanto sono arrivate le
prime attestazioni di solidarietà.
La deputata Elena Murelli e il senatore
Pietro Pisani, entrambi
della Lega, definiscono la grandinata
di ieri «un evento eccezionale
che richiede lo stato di calamità
per tutelare due eccellenze
agroalimentari. Secondo le prime
stime, avrebbe causato seri danni soprattutto ai vigneti, dove
sono spuntate le prime gemme,
e ai campi dove sono state
trapiantate le prime piantine di
pomodoro». Il deputato di Fratelli
d'Italia Tommaso Foti, solidarizzando
con il mondo agricolo,
ritiene «indispensabile che
venga proclamato immediatamente
lo stato di calamità naturale».
Libertà
