Dall'assemblea nazionale alla tutela del latte piacentino: le battaglie portate avanti e la prossima grande manifestazione
"Questa non è l'Europa che vogliamo": è il messaggio che ha guidato l'Assemblea Nazionale di Coldiretti celebrata a Roma, un appuntamento che ha posto al centro dell'attenzione i rischi che oggi gravano sulla produzione agricola, l'insufficienza dei sostegni alle imprese e la necessità di difendere con decisione le filiere del Made in Italy. Nel dibattito, arricchito dalla presenza dei ministri Tommaso Foti e Francesco Lollobrigida e dagli interventi di Domenico Quirico, Massimo Cacciari e Marcello Veneziani, è emersa la consapevolezza di un'Europa attraversata da una crisi profonda della propria identità politica e democratica. Una crisi che, secondo Coldiretti, affonda le radici in anni di scelte che hanno indebolito la Pac, favorito accordi commerciali privi di reciprocità e allontanato istituzioni, cittadini e imprese, generando sfiducia e disorientamento. In questo scenario, Coldiretti ha ribadito con forza che l'agricoltura non può essere ridotta a un ruolo marginale nelle politiche comunitarie. Troppa burocrazia, vincoli irragionevoli e decisioni tecnocratiche hanno infatti messo a rischio la competitività delle imprese agricole e la sostenibilità delle filiere. "Serve un cambio di rotta", è stato il richiamo unanime. Per questo la mobilitazione non si ferma. Coldiretti ha sottolineato l'importanza della nuova grande manifestazione a Bruxelles il 18 dicembre, insieme agli agricoltori di tutti i 27 Paesi dell'Unione, per chiedere uno stop alla burocrazia paralizzante, alle importazioni sleali e a regole che soffocano il lavoro nelle campagne. Un'iniziativa per ribadire, ancora una volta, che la Pac non si tocca con i tagli e che senza agricoltura non c'è Europa.
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