Rassegna Stampa

Comune sotto shock - Barbieri: sconcertati - Meloni espelle Caruso

Data: 26/06/2019

CENTRODESTRA IN SILENZIO 
TACE ANCHE TOMMASO FOTI 
DURISSIMA LA LEADER DI FDI 

Uno sgomento palpabile quello che si coglieva ieri in Comune. Nei volti più che nelle parole. Nei no comment dietro ai quali per gran parte della giornata un po' tutti, dalla sindaca in giù, si sono trincerati. Fino a che, intorno alle 18, Patrizia Barbieri ha rotto il silenzio tramite nota stampa. «La notizia del coinvolgimento nell'indagine antimafia di Giuseppe Caruso, comunque non nell'ambito della sua attività politica o amministrativa, ma espressamente legata al suo ruolo di funzionario dell'Agenzia delle Dogane e alla sua attività professionale privata, ci ha lasciato sconcertati e profondamente scossi», ha fatto sapere Patrizia Barbieri. La quale, parlando al plurale, dunque a nome della giunta, viene da intendere, «nell'esprimere il grande apprezzamento per l'operazione delle forze dell'ordine e massima fiducia nell'azione della magistratura» e nel «riaffermare la massima condanna per ogni tipo di mafia, che combattiamo e combatteremo sempre con il massimo impegno e con tutte le nostre forze», «ribadisce la totale estraneità dell'amministrazione e del Comune di Piacenza da questa vicenda, per cui non accettiamo alcun tipo di bassa speculazione politica, e valuteremo ogni azione a tutela del buon nome e della trasparenza dell'attività dell'Ente». Nessun riferimento al ruolo di presidente del consiglio comunale rivestito da Caruso, carica a cui nel luglio 2017 la maggioranza di centrodestra lo ha eletto (sindaca compresa) e centrale nella vita politicoamministrativa di Palazzo Mercanti. Non sarà per fatti commessi nei panni di amministratore pubblico che l'esponente di Fdi è stato arrestato, e d'altra parte avere alla guida del Consiglio uno accusato di favori alla mafia non è cosa da poco. Tenendo conto, oltretutto, che spesso e volentieri Caruso presenziava a eventi e convegni in rappresentanza del sindaco e dell'amministrazione. Che lo sconcerto espresso da Barbieri sia autentico lo testimonia chi ieri mattina, nell'apprendere la portata delle accuse e con la polizia a sequestrare documenti in Comune, racconta di averla vista sull'orlo delle lacrime. Un pugno nello stomaco proprio nel giorno del secondo anniversario dell'elezione. Solo no comment, si diceva, dai vertici del centrodestra piacentino. Anche da Tommaso Foti, a cui la vita politica di Caruso è strettamente legata. Dalla prima candidatura in Consiglio nel 2002 con An fino alla candidatura alla presidenza dell'aula due anni fa per la quale il leader di Fdi risulta essersi tenacemente battuto. Dal suo entourage ieri veniva descritto un Foti profondamente turbato, che per la serata, rientrando dagli impegni romani in parlamento, aveva convocato un vertice dei dirigenti locali del partito. Anche perché, a far apparire ancora più rumoroso il silenzio piacentino, è stati il segretario nazionale di Fdi, Giorgia Meloni. Che poco dopo mezzogiorno era andata giù duGiuseppe Caruso con Giorgia Meloni durante la campagna elettorale 2017 rissimo con Caruso. Nel dirsi «sconcertata» e auspicandone la «totale estraneità in questa vergognosa vicenda», ha messo in chiaro «con assoluta fermezza che in Fratelli d'Italia non c'è stato, non c'è e non ci sarà mai spazio per nessuna mafia e per noi, come noto, chi fa politica a destra e tradisce l'Italia merita una condanna doppia». Ecco perché Fdi «è pronta a costituirsi parte civile nel processo per difendere la sua immagine e la sua onorabilità». E «finché non sarà chiarita la sua posizione, Giuseppe Caruso è sollevato da ogni incarico e non può essere più membro di Fratelli d'Italia». Dichiarazione quasi a prevenire attacchi di cui in effetti Fdi è stata bersaglio nel dibattito nazionale che l'inchiesta ha sollevato. A partire da quello di Paola De Micheli (Pd) che in una nota ha parlato del coinvolgimento di Caruso come di «fatto di grande gravità e una macchia per l'istituzione locale: credo che la sua posizione sia incompatibile con il ruolo ricoperto e che debbano essere tratte immediate conseguenze politiche». A rompere il silenzio della Lega è stata dopo le 23 una nota in cui si esprime «massima solidarietà al sindaco, alla giunta e a tutto il consiglio per i fatti incresciosi che, in questi giorni, hanno spiazzato tutto l'ambiente politico e cittadino. Come Lega ci sentiamo totalmente lontani ed estranei a questa vicenda che ha colpito tutti noi piacentini. Abbiamo la massima fiducia nell'operato delle forze dell'ordine e nella magistratura che siamo certi farà il suo corso: eventi come questi e le speculazioni che l'opposizione sta cercando di cavalcare in questi giorni non riusciranno a cancellare quanto di buono si sta facendo nel Comune di Piacenza in questi primi anni di governo».

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