CENTRODESTRA IN SILENZIO
TACE ANCHE TOMMASO FOTI
DURISSIMA LA LEADER DI FDI
Uno sgomento palpabile quello
che si coglieva ieri in Comune. Nei
volti più che nelle parole. Nei no
comment dietro ai quali per gran
parte della giornata un po' tutti, dalla sindaca in giù, si sono trincerati.
Fino a che, intorno alle 18, Patrizia
Barbieri ha rotto il silenzio tramite
nota stampa. «La notizia del coinvolgimento nell'indagine antimafia di Giuseppe Caruso, comunque
non nell'ambito della sua attività
politica o amministrativa, ma
espressamente legata al suo ruolo
di funzionario dell'Agenzia delle
Dogane e alla sua attività professionale privata, ci ha lasciato sconcertati e profondamente scossi», ha fatto sapere Patrizia Barbieri. La quale, parlando al plurale, dunque a nome della giunta, viene da intendere, «nell'esprimere il grande apprezzamento per l'operazione delle
forze dell'ordine e massima fiducia
nell'azione della magistratura» e nel
«riaffermare la massima condanna
per ogni tipo di mafia, che combattiamo e combatteremo sempre con
il massimo impegno e con tutte le
nostre forze», «ribadisce la totale
estraneità dell'amministrazione e
del Comune di Piacenza da questa
vicenda, per cui non accettiamo alcun tipo di bassa speculazione politica, e valuteremo ogni azione a tutela del buon nome e della trasparenza dell'attività dell'Ente».
Nessun riferimento al ruolo di presidente del consiglio comunale rivestito da Caruso, carica a cui nel
luglio 2017 la maggioranza di centrodestra lo ha eletto (sindaca compresa) e centrale nella vita politicoamministrativa di Palazzo Mercanti. Non sarà per fatti commessi nei
panni di amministratore pubblico
che l'esponente di Fdi è stato arrestato, e d'altra parte avere alla guida del Consiglio uno accusato di favori alla mafia non è cosa da poco.
Tenendo conto, oltretutto, che spesso e volentieri Caruso presenziava
a eventi e convegni in rappresentanza del sindaco e dell'amministrazione.
Che lo sconcerto espresso da Barbieri sia autentico lo testimonia chi
ieri mattina, nell'apprendere la portata delle accuse e con la polizia a
sequestrare documenti in Comune, racconta di averla vista sull'orlo
delle lacrime. Un pugno nello stomaco proprio nel giorno del secondo anniversario dell'elezione.
Solo no comment, si diceva, dai vertici del centrodestra piacentino. Anche da Tommaso Foti, a cui la vita
politica di Caruso è strettamente legata. Dalla prima candidatura in
Consiglio nel 2002 con An fino alla
candidatura alla presidenza dell'aula due anni fa per la quale il leader
di Fdi risulta essersi tenacemente
battuto.
Dal suo entourage ieri veniva descritto un Foti profondamente turbato, che per la serata, rientrando
dagli impegni romani in parlamento, aveva convocato un vertice dei
dirigenti locali del partito.
Anche perché, a far apparire ancora più rumoroso il silenzio piacentino, è stati il segretario nazionale di
Fdi, Giorgia Meloni. Che poco dopo mezzogiorno era andata giù duGiuseppe
Caruso
con Giorgia
Meloni
durante
la campagna
elettorale 2017
rissimo con Caruso. Nel dirsi «sconcertata» e auspicandone la «totale
estraneità in questa vergognosa vicenda», ha messo in chiaro «con assoluta fermezza che in Fratelli d'Italia non c'è stato, non c'è e non ci sarà mai spazio per nessuna mafia e
per noi, come noto, chi fa politica a
destra e tradisce l'Italia merita una
condanna doppia». Ecco perché Fdi
«è pronta a costituirsi parte civile
nel processo per difendere la sua
immagine e la sua onorabilità». E
«finché non sarà chiarita la sua posizione, Giuseppe Caruso è sollevato da ogni incarico e non può essere più membro di Fratelli d'Italia».
Dichiarazione quasi a prevenire attacchi di cui in effetti Fdi è stata bersaglio nel dibattito nazionale che
l'inchiesta ha sollevato. A partire da
quello di Paola De Micheli (Pd) che
in una nota ha parlato del coinvolgimento di Caruso come di «fatto di
grande gravità e una macchia per
l'istituzione locale: credo che la sua
posizione sia incompatibile con il
ruolo ricoperto e che debbano essere tratte immediate conseguenze politiche».
A rompere il silenzio della Lega è
stata dopo le 23 una nota in cui si
esprime «massima solidarietà al
sindaco, alla giunta e a tutto il consiglio per i fatti incresciosi che, in
questi giorni, hanno spiazzato tutto l'ambiente politico e cittadino.
Come Lega ci sentiamo totalmente lontani ed estranei a questa vicenda che ha colpito tutti noi piacentini. Abbiamo la massima fiducia nell'operato delle forze dell'ordine e nella magistratura che siamo
certi farà il suo corso: eventi come
questi e le speculazioni che l'opposizione sta cercando di cavalcare in
questi giorni non riusciranno a cancellare quanto di buono si sta facendo nel Comune di Piacenza in questi primi anni di governo».
Libertà
