L'INGRESSO DI BERSANI, DE MICHELI, FOTI, MURELLI E PISANI IN PARLAMENTO TRA MERAVIGLIA E AMARCORD
Bersani parla con Padoan
Lungo colloquio tra Pier Cado Padoan al suo debutto alla Camera come deputata e Pier Luigi Bersani tra sorrisi e pacche sulle spalle
PIACENZA • L'ingresso a Palazzo Madama da veterano di Pier Luigi Bersani (Leu) a lungo a colloquio con Pier Carlo Padoan.
L'«emozione» di Paola De Micheli (Pd) che, giunta alla sua terza legislatura consecutiva, sente ancora più grande sulle sue spalle «il peso della fiducia» che le hanno concesso gli elettori. Il ritorno di Tommaso Foti (Fdi) che, dopo cinque anni di assenza, ha incontrato nuovamente colleghi, anche di schieramenti avversi, che non vedeva da cinque anni «e con molti di loro l'abbraccio e gli auguri non sono stati formali». E poi loro, le matricole della Lega Nord: Pietro Pisani che ha preso posto a Palazzo Madama nello scranno vicino al collega di partito Toni Iwobi, primo senatore di colore nella storia della Repubblica; e la più giovane della truppa, Elena Murelli, che smaltita l'emozione iniziale già in serata non vedeva l'ora di «mettersi al lavoro». Cartoline dal Parlamento per i cinque neo-eletti piacentini al debutto nella 18esima legislatura. Saranno loro a rappresentare il territorio piacentino nei prossimi cinque anni, a meno di elezioni anticipate. Quella di ieri è stata la giornata del voto (che proseguirà anche domani e, forse, domenica) per le presidenze di entrambi i rami: ore convulse, frenetiche, fitte di riunioni con i rispettivi gruppi e con gli alleati. Appuntamenti cruciali per capire se i partiti riusciranno a trovare una complessa intesa che permetta allo stesso tempo di individuare l'alleanza che governerà il Paese. Ma anche giornata carica di sentimenti e suggestioni. «Oggi è il primo giorno della nuova legislatura alla Camera dei Deputati - ha scritto su Facebook De Micheli -. Al mio terzo mandato in Parlamento, questa volta sento ancora più grande sulle mie spalle il peso della fiducia che mi avete concesso. Varcare questa porta per prendere posto nell'emiciclo insieme ai colleghi deputati del Partito Democratico è stato emozionante. Emozionante perché la democrazia è fatta delle persone che la fanno vivere, non mi risparmierò per onorare il compito che mi avete dato». «Quando vi sono votazioni per l'elezione di rappresentanti del Parlamento la Camera non mostra molta vivacità anche perché nessuna votazione è preceduta dal dibattito - racconta Foti -. In compenso ho incontrato colleghi, anche non del centrodestra, che non vedevo da cinque anni e con molti di loro l'abbraccio e gli auguri non sono stati formali. E forse il bello della politica è anche questo: ci si può scontrare sulle diverse idee ma ci si può stimare sul piano personale». Per Murelli è stato «emozionante entrare in aula. La prima impressione? Piccola ma poi quando ti siedi dall'alto vedi tutta la maestosità. Ora però l'emozione è finita e la mia frenesia è ora....quando iniziamo a lavorare?». Anche per Pisani l'impatto è stato forte: «L'approccio con l'aula, elegante maestosa e blindata conferma la sensazione che si ha dall'esterno, quella di una politica chiusa nel palazzo. Abbiamo il compito gravoso ma stimolante di fare in modo che la voce dei cittadini sia ascoltata a tutti i livelli perché è a loro che la Costituzione affida la sovranità».
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