VETTO Diga bocciata di nuovo
Tecniche di aspersione per risparmiare il 90%
VETTO. Semmai ci fossero state ancora speranze di riesumare il progetto per costruire la faraonica diga sull'Enza (quella ideata 150 anni fa e anche quella progettata negli anni '80 del secolo scorso), queste sono state ricoperte da un ulteriore strato di terra dalla risoluzione a prima firma Movimento 5 Stelle con Ilaria Fontana e Davide Zanichelli, sottoscritta anche dalla Lega, approvata ieri in Commissione Ambiente alla Camera. Bocciata invece la risoluzione di Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) che puntava sulla soluzione del grande invaso.
Diga. «Per la crisi idrica in Val d'Enza occorre puntare su una Water Service Company per iniziative di risparmio idrico - commenta Davide Zanichelli, parlamentare reggiano del MSS - per promuovere, ad esempio, la tecnica ad aspersione su prati stabili studiata dal Crpa, affidando ai consorzi di bonifica compiti di Water Service Company, sul modello delle Energy Service Companies, coinvolgendo le principali associazioni di categoria. Inoltre, occorre promuovere, presso Autorità di bacino del fiume Po, iniziative volte a verificare, di concerto con la Regione, ferme le competenze di quest'ultima, la possibilità di ulteriori miglioramenti nella gestione delle risorse idriche da destinarsi all'irriguo nell'area in questione».
RISPARMIO DEL 90% «Attraverso le Water Service Company gestite dalla bonifica, quest'ultima potrebbe accedere a finanziamenti per investimenti su progetti innovativi ed attrezzature per promuovere l'irrigazione per aspersione dei prati stabili - prosegue Zanichelli - risorsa importantissima per la produzione di Parmigiano Reggiano. La tecnica innovativa di irrigazione per aspersione studiata dal Crpa (Consorzio ricerche e produzioni animali di Reggio Emilia) genererebbe risparmi idrici del 90% rispetto alle attuale sistema per scorrimento. Sono questi gli investimenti primari da fare a favore dei nostri agricoltori. Si generebbe così un risparmio sia per i cittadini che per le aziende agricole, visto che non solo sarebbero aiutati negli investimenti fatti dalla Water Service Company, ma abbatterebbero le spese idriche del 90%. E' una innovativa tecnica del Crpa di Reggio Emilia che va valorizzata».
PRESCRIZIONI E REGIONE «La validazione del progetto della diga (il progetto Marcello) è avvenuta con precise prescrizioni di natura economica (certezza della sostenibilità economica), idrogeologica (stabilità dei versanti, trasporto solido, alimentazione delle falde della conoide), ambientale (rispetto del contesto naturalistico», è stato ricordato inoltre nel documento approvato ieri. Inoltre, «la Regione Emilia Romagna, nell'ultimo piano di tutela delle acque, non ha previsto la reali7..7.. l7ione di uno sbarramento sul fiume Enza».
AREA VINCOLATA Nel documento M5S-Lega approvato ieri si ricorda anche una precisa prescrizione ambientale dirimente. «L'area individuata per la realizzazione di un eventuale sbarramento - aggiunge Zanichelli - è, per un lungo tratto, sito di interesse comunitario all'interno della rete Natura 2000, vincolo europeo istituito successivamente alla validazione del progetto Marcello». «A giugno 2018 sono stati resi pubblici i risultati del tavolo tecnico promosso dalla regione Emilia Romagna sulla stima dei fabbisogni idrici per i comparti agricolo, industriale, civile - si legge nella risoluzione-. Tale documento demanda a uno studio di fattibilità dell'Autorità di bacino del Po la risoluzione del problema della necessità idrica per importanti realtà economiche della Val d'Enza, alla quale le istituzioni devono dare risposta».
Gazzetta di Reggio
