Rassegna Stampa

E lo smantellamento finisce nel mirino dell'Anticorruzione

Data: 16/03/2023

Per l'Anac criticità in appalti per 8 milioni. Gestione Sogin interrogazioni in parlamento 

CAORSO 
● Intanto altri nodi vengono al pettine. L'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha evidenziato irregolarità e criticità negli affidamenti di otto appalti per un valore di 8 milioni e 400mila euro ad una società responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare. Con la delibera N.62/2023 dello scorso 11 gennaio, Anac ha chiuso il procedimento di vigilanza nei confronti di tale società (di cui non viene specificata la denominazione), contestando tutta una serie di inadempienze e violazioni del Codice dei contratti. La politica pare non restare a guardare. Diverse sono state le interrogazioni parlamentari formulate in questi primi mesi del 2023. Ad inizio gennaio scorso, la deputata Daniela Ruffino di Azione (prima firmataria assieme ad altri colleghi) chiedeva aggiornamenti in merito all'approvazione della Carta nazionale delle aree idonee ad ospitare il deposito nazionale e soprattutto evidenziava come «dopo mesi dall'insediamento della commissaria, non s'è vista traccia di rinnovamento, sono stati confermati tutti i direttori, addirittura designando come coordinatore del gruppo di lavoro per l'accelerazione del decommissioning il dirigente che al momento del commissariamento era l'amministratore delegato di Sogin ». Il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha replicato: «Come è noto, la Sogin ha elaborato la proposta di Carta nazionale delle aree idonee, trasmessa a questo ministero il 15 marzo 2022. Nel giugno 2022, la Sogin, su richiesta dell'Isin, ha trasmesso una proposta aggiornata di Cnai. Successivamente, nel novembre scorso, l'istituto ha inoltrato la documentazione al ministero. A dicembre 2022, è stato chiesto alla Sogin di effettuare nuovi approfondimenti al fine di trasmettere a questo dicastero, nel più breve tempo possibile, un parere tecnico risolutivo e consentire conseguentemente l'approvazione del Cnai». Lo scorso 2 marzo sono stati il parlamentare Alfredo Antoniozzi e il collega piacentino Tommaso Foti (FdI) a chiedere spiegazioni in merito alla situazione Sogin, in particolare relativamente alla condanna da parte del Tribunale di Roma per l'ingiustificatezza del licenziamento del dirigente Luca Cittadini (per cui Sogin pare dover risarcire il professionista tra i 600mila e i 700mila euro). I parlamentari hanno chiesto se «la scelta effettuata dai commissari di confermare gli stessi soggetti alla guida della Sogin non abbia di fatto sconfessato lo spirito del provvedimento del commissariamento con il quale sono stati nominati » e hanno suggerito di «procedere in tempi rapidi al superamento della situazione attuale, attraverso l'inserimento di figure più idonee dal punto di vista delle competenze manageriali e industriali al vertice dell'azienda, anche ai fini di effettuare una verifica sull'operato dei dirigenti coinvolti anche sotto il profilo del danno erariale». Pochi giorni fa, è stata la volta dell'onorevole Federico Fornaro (Pd) che ha fatto suoi i recenti comunicati stampa e la vertenza delle Filctem-Cgil chiedendo al Governo «come intende agire per rilanciare l'attività di Sogin, salvaguardare l'occupazione dei lavoratori diretti e dell'indotto e, nel complesso, sostenere il fondamentale compito che l'azienda svolge per la sicurezza ambientale del nostro Paese » .

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