Rassegna Stampa

E sul nuovo ospedale Foti apre alla Pertite: prima acquisire l'obiettivo parco

Data: 26/05/2018

Nell'intervento dell'onorevole a Castelsangiovanni rilevante il passaggio sulla scelta della sede

Ha tuonato contro tutto e tutti, la Regione, il governatore Bonaccini, l'Azienda Usl, le politiche sanitarie del centrosinistra. Ma dell'intervento di Tommaso Foti (Fdi) ieri sera alla seduta del consiglio comunale di Castelsangiovanni in via straordinaria riunito nel cinema Moderno, a fare più rumore è quanto ha detto sul nuovo ospedale di Piacenza: per quella che a tutti è suonata come un'apertura alla Pertite, alla collocazione cioè della struttura sanitaria per la quale la Regione si è finanziariamente impegnata nell'area militare che sin qui è apparsa come la meno candidabile per la contrarietà di fondo del centrodestra. Se la Pertite, nel rispetto della pianificazione urbanistica oltreché del responso del referendum consultivo di sette anni fa, va destinata a parco pubblico, che la si acquisisca senza indugi dai militari per dare seguito a tale obiettivo e mettere in cassa il risultato. Se, a quel punto, le valutazioni sul nuovo ospedale portassero a individuarla come la sede migliore rispetto alle altre tre ipotesi sul tappeto - caserma Lusignani a Sant'Antonio, terreno dell'Opera Pia Alberoni tra Madonnina e Farnesiana, area privata tra La Verza e strada Valnure -, pensarci seriamente diventerebbe politicamente ammissibile: il complesso sanitario occuperebbe 100-110mila metri quadrati dei 280-290mila che complessivamente misura il grande lotto a ridosso dell'Infrangibile tra via Emilia Pavese e via I Maggio, significa che di verde ne resterebbero 170- 180mila, che non è poco. Con i cittadini che, oltretutto, considerato il tempo che dovrà passare prima che parta il cantiere dell'ospedale (2-3 anni), potrebbero già avere preso possesso della parte di parco resa fruibile grazie a finanziamenti attivati dagli accordi tra gli enti coinvolti nell'operazione (Demanio, Difesa, Regione, Ausl, Comune). Di questo tenore, nella sostanza, il ragionamento di Foti che, pur non citando mai espressamente la Pertite, ha fatto riferimento a metrature che a quell'area evidentemente riconducono. E chi ha parlato dopo di lui, come la presidente della Conferenza sociale e sanitaria Patrizia Calza (Pd), ha ringraziato il consigliere comunale e onorevole di Fdi per il taglio costruttivo, concreto e politicamente super partes del suo intervento: relativamente alla situazione della sanità piacentina nel suo complesso, ma segnatamente sul tema del nuovo ospedale. Che nel centrodestra la contrarietà alla Pertite, manifestata in più di un'occasione dal sindaco Patrizia Barbieri, non sia necessariamente granitica potrebbe cogliersi anche dall'ultima seduta del tavolo di lavoro sul nuovo ospedale. Gianpaolo Ultori (Liberali piacentini) risulta avere manifestato - in quella sede a porte chiuse - una posizione che, per quanto personale, fa il paio, per certi versi, con quella di Foti. Ciò che a molti sfugge, avrebbe fatto notare Ultori, è una presenza non irrilevante nella Pertite: la dozzina di capannoni (120 metri di lunghezza per 50 di larghezza) che occupano una superficie pari a circa il 20% del totale per un volume di 320mila metri cubi. Spazi non dissimili da quelli che il nuovo ospedale richiederebbe. Sono fabbricati fatiscenti, verosimile dunque un destino di demolizione con costi che il Comune non è immaginabile che si possa sobbarcare. E fare altrove l'ospedale significa mettere in conto un pesante consumo di suolo agricolo. Riflessioni a cui il consigliere comunale dei Liberali piacentini avrebbe dato voce mettendosi nei panni del semplice cittadino. 

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