Rassegna Stampa

Evitare la paralisi politica, freno ad una timida ripresa

Data: 07/03/2018

IL PRESSING DEL MONDO ECONOMICO: NON VENGANO SMONTATE LE RIFORME FATTE

Le agende del mondo economico, presentate solo pochi giorni fa ai candidati, sono ben in vista sulle scrivanie del dopo-voto, un voto che ha sparigliato tutto e cambiato il profilo dell'Italia politica. Primo desiderio: che non si perda tempo e si faccia il governo. Tornare a votare sarebbe una iattura, una perdita di tempo. Nel giro di orizzonte fra le categorie economiche piacentine, le stesse che hanno incontrato i candidati e fatto sottoscrivere dei veri impegni, c'è una certa apprensione, par di capire, ma idee chiare.

Non smontare le riforme 
Il presidente nazionale di Confinfustria, Vincenzo Boccia, ha commentato che non si deve aver paura. Il presidente provinciale Alberto Rota, dopo i complimenti agli eletti e la certezza di poter contare su di loro per rappresentare al meglio «le necessità del nostro territorio», esprime l'auspicio di potersi confrontare con loro al più presto, su obiettivi e risorse individuate, sul contenuto del documento uscito dall'assise di Verona che sintetizza la posizione degli industriali. Rota prende atto del «radicale cambiamento» di panorama politico dove « non si intravede ad oggi una maggioranza di governo». Potrebbe volerci tempo, la fase è complessa e forse non breve ma c'è fiducia nell'azione di Mattarella. «Solo una politica economica che punti alla crescita - aggiunge Rota - può risolvere i nostri problemi. Sostenere l'occupazione giovanile, ridurre il cuneo fiscale, fare sistema a livello europeo, definire un sistema infrastrutturale che ci permetta di essere competitivi. Ci auguriamo che le riforme fatte non vengano smontate. Il debito pubblico italiano non ce lo consente». Tutto si può migliorare, è la convinzione «ma certo non si può ricominciare ogni cinque anni». E poi, sul locale, si chiede attenzione ai temi strutturali. E infine: «auspichiamo un comportamento responsabile delle forze politiche non solo nel rivendicare un risultato, ma nel tradurlo in scelte nell'interesse del Paese volte a garantire stabilità e governabilità. Chiediamo quindi realismo, assunzione di responsabilità e pragmatismo nella ricerca di soluzioni, possibilmente capaci di traguardare un orizzonte temporale medio-lungo».

Eletti vicini al territorio 
Anche Confapi ha incontrato i candidati e ha chiesto loro di sottoscrivere un documento, impegnandoli a sostenere dei punti programmatici, la risposta è stata ampia. Ora che sappiamo chi è stato eletto, il presidente Cristian Camisa si augura che i cinque piacentini (De Micheli, Bersani, Pisani, Foti e Murelli) manifestino concretamente «una grande vicinanza al territorio», specialmente oggi in cui non ci sono praticamente più i corpi intermedi tra livello decisionale e comunità locali. Camisa ricorda che tra i punti salienti sostenuti da Confapi c'è il tema del pagamento della pubblica amministrazione verso i privati. C'è stato un primo tentativo del Governo Renzi di sciogliere il nodo, ma restano 64 miliardi di euro ancora dovuti dalla Pubblica amministrazione - sottolinea Camisa - «ci sono aziende private intanto che muoiono di credito». Altro impegno: i pagamenti fra privati, ottimo l'esempio francese dove le sanzioni automatiche per chi non paga entro i tempi dovuti vanno in aiuto alla piccola e media impresa che da noi rappresenta il 95 per cento della forza produttiva. Da qui, la richiesta di un ministero o di un sottosegretariato alla piccola e media industria. Dunque, dopo anni critici che hanno messo in ginocchio le imprese, ora che si vede uno spiraglio, se la ripresa venisse bloccata per paralisi politica, sarebbe deleterio, e peraltro le imprese pur sopravvissute oggi non sono solide come un tempo.

Il timore 
Giovanni Rivaroli, presidente provinciale della Cna, sottolinea come il voto arrivi in un momento delicato in cui vediamo l'effetto della ancor timida ripresa: «ed è fondamentale che certi provvedimenti non vengano stravolti, come il bonus per l'efficientamento energetico - elenca - i contratti di lavoro, l'impresa 4.0, i provvedimenti di iper e super ammortamento». Poi resta la leva fiscale «ancora troppo, troppo, troppo pesante, ma siamo gente concreta non chiediamo di dimezzare le tasse, servono le coperture necessarie, un equilibrio». Un po' di timore in questa fase c'è, si sta alla finestra: « abbiamo bisogno che riforme e provvedimenti da momentanei diventino strutturali», serve sburocratizzare, esemplare il codice appalti, per arrivar ad un modus operandi che sia un buon compromesso tra velocità di esecuzione e salvaguardia di legalità e giustizia.

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TommasoFoti
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