Rassegna Stampa

Ex centrale di Caorso, Gazzolo a Di Maio: non qui Deposito nazionale

Data: 22/06/2018

E l'onorevole di Fdi Foti sul "decomissioning" al vice premier: è ora di porre fine a vicenda iniziata nel 1986, ogni ritardo è onere sui cittadini

Nuovo Governo ma stesse richieste che rimbalzano ormai da anni. Esponenti piacentini di Fratelli d'Italia e del Partito Democratico si rivolgono entrambi a Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali dal primo giugno scorso, per chiedere certezze e tempistiche sulla realizzazione del Deposito Nazionale e conseguente smantellamento dell'ex centrale nucleare di Caorso. Da una parte, l'onorevole Tommaso Foti (FdI) ha scritto un'interrogazione parlamentare, dall'altra l'assessore regionale Paola Gazzolo ha chiesto al vice presidente del Consiglio un incontro «per affrontare con chiarezza il complesso tema della gestione dei rifiuti radioattivi». Decisi i toni di Foti che dichiara: «Allo stato attuale - sostiene Foti - risultano del tutto disattese non solo le previsioni contenute nel primo piano di dismissione redatto da Sogin tra il 2005 ed il 2008, ma anche quelle indicate nel cronoprogramma del 2011, che fissava al 2024 lo smantellamento definitivo dell'impianto di Caorso. Le più recenti previsioni del 2014 collocavano la conclusione della cosiddetta "attività di decommissioning" in un arco temporale compreso tra il 2028 e il 2032. E' ora di porre fine ad una vicenda che si trascina dal 1986, quando la centrale venne fermata e mai più riavviata. Ogni ulteriore ritardo da parte di Sogin non solo lascia irrisolta la questione ambientale di Caorso, ma scarica oneri pesantissimi sui contribuenti che, nella bolletta elettrica, continuano a pagare per un'attività di decommissioning che rischia di trascinarsi fino alle proverbiali calende greche». Nella sua missiva, Gazzolo (Pd) invece precisa: «La restituzione del sito dell'ex centrale di Caorso, in tempi rapidi e senza vincoli radiologici, rappresenta la più grande e complessa opera di messa in sicurezza di un sito nucleare sia a livello nazionale che internazionale e arricchirebbe il nostro Paese di nuove competenze professionali, tecnologiche e scientifiche. Per raggiungere questo obiettivo occorre procedere verso la realizzazione del Deposito Nazionale che in nessun modo può essere previsto a Caorso, date le caratteristiche geologiche del sito, e la vicinanza del fiume Po, che lo rendono non adatto ad ospitare una infrastruttura che necessariamente deve essere situata in un luogo in grado di garantirne la totale sicurezza» (così come già peraltro stabilito nel 2014 da Ispra con la Guida Tecnica n.29, "Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività", ndc).

«Priorità conoscere aree per sito nazionale» 

Rimane prioritaria, sia per Foti che per Gazzolo, la pubblicazione della Cnapi che indichi le aree idonee ad ospitare il Deposito Nazionale, «senza - dice l'assessore regionale - non può essere completato il piano di dismissione della centrale nucleare di Caorso fino al raggiungimento del 'green field', il prato verde da restituire ai cittadini». Mentre il deputato piacentino ricorda: «Già a marzo del 2016 veniva approvata, nella competente commissione della Regione, una risoluzione da me presentata nella quale si chiedeva alla giunta di proseguire, con determinazione, nell'azione intrapresa nei confronti del Governo mirante ad ottenere la dovuta pubblicazione della carta nazionale». Infine l'invito, da parte di Gazzolo, a Luigi Di Maio «a partecipare ai lavori del tavolo per la trasparenza che si occupa della dismissione della ex centrale nucleare di Caorso».

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