BETTOLA COLORATA DI GIALLO CON SFILATA DEI TRATTORI MESSA E STAND DELLE TIPICITÀ
Gli agricoltori di Coldiretti sono tornati in piazza come fanno ogni anno al termine della campagna agraria. Non lo hanno fatto per protestare, per chiedere qualcosa o per mettere in luce i problemi del settore. Lo hanno fatto per ringraziare, secondo una consuetudine antichissima. Quest'anno l'appuntamento per tutti i soci della provincia di Piacenza si è tenuto a Bettola. Un rito, quello del Ringraziamento, che costituisce un momento di spiritualità attraverso il quale il mondo agricolo «rende grazie a Dio dei frutti della Terra e del lavoro dell'uomo». Un appuntamento annuale al quale Coldiretti ha voluto e saputo già da molti anni attribuire un nuovo significato di festa, ma anche di relazione con il mondo istituzionale e del consumo. Il tutto conservando, però, intatto il cuore della giornata: la celebrazione di una messa presieduta dal vescovo. La giornata, che ogni anno si svolge in un comune diverso della provincia, ha avuto ieri come teatro la piazza Cristoforo Colombo di Bettola, che si è svegliata addobbata di giallo, con i mezzi agricoli schierati e con l'allestimento di stand tematici. Si tratta di stand che si proponevano di fare risaltare la realtà della tradizione del mondo dalla campagna, dalle produzioni caratteristiche delle nostre valli, della vita nella dimensione rurale di altri tempi (evocata con efficaci ricostruzioni), nella quale il nostro territorio ha radici profonde. Del resto, a mettere in evidenza la centralità dell'agricoltura nella vita e nell'economia dei territori provvedono da sempre i prodotti tipici, che in occasione della giornata del Ringraziamento, divengono ogni anno protagonisti della processione offertoriale durante la celebrazione eucaristica (per poi essere offerti e donati in beneficenza). Un rito che anche ieri si è ripetuto e che è stato preceduto dal corteo con gli animali e con cui il carro che portava i doni consegnati in chiesa. La celebrazione eucaristica nel santuario della Beata Vergine della Quercia gremito è stata presieduta dal vescovo monsignor Adriano Cevolotto e concelebrata dal consigliere ecclesiastico don Giuseppe Sbuttoni, dal parroco don Angelo Sesenna e da don Davide Maloberti, parroco di Bramaiano di Bettola. Al rapporto degli agricoltori con la terra, alla loro capacità di essere ancorati ad essa, ma soprattutto alla necessità di «guardare in cielo» che caratterizza il lavoro dei campi - che proprio dal cielo dipendono - si è rifatto monsignor Cevolotto durante l'omelia, sottolineando poi che «il cielo è abitato dallo stesso amore che ha creato la terra e la sostiene, come pure il vostro lavoro ». Terminata la funzione religiosa, è stata la volta di un altro momento simbolico: la benedizione dei mezzi agricoli. Parliamo dei "giganti" supertecnologici divenuti compagni inseparabili delle giornate di lavoro degli agricoltori, che ormai da tanto tempo hanno sostituito gli animali e che oggi lavorano guidati da tecnologie satellitari, dosando sapientemente concimi e fitofarmaci, in modo da produrre molto e bene senza "ferire" il terreno e l'ambiente. Si è poi tenuto il saluto delle autorità, tra cui c'erano il sindaco di Bettola Paolo Negri, la vicepresidente della Provincia Patrizia Calza, i parlamentari Elena Murelli e Tommaso Foti, il responsabile della direzione di Piacenza e Lombardia Sud Crédit Agricole Italia Davide Goldoni e il delegato confederale Coldiretti Marco Allaria Olivieri, che ha ricordato il legame di questa associazione agricola con i territori e con le comunità locali. Un legame testimoniato anche dalla importante partecipazione di sindaci e assessori di vari comuni della provincia, di tanti rappresentati del mondo delle associazioni, ma anche di tanta, tantissima gente, agricoltori e non. Tutti affascinati dalla splendida piazza, dal colore e dal folclore sapientemente sintetizzato dalle magiche note della banda musicale "Carlo Vignola" di Agazzano.
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