Rassegna Stampa

Foti inascoltato e la Lega non scarica il tesserato Sponga

Data: 27/08/2025

La spallata alla giunta? «Questioni amministrative», ma per FdI «si paga l'inesperienza»

Nei corridoi della politica, dicono che persino il ministro Tommaso Foti abbia provato a fare una telefonata nei panni del pompiere per bloccare la rovinosa caduta del sindaco di Pontenure. Ma persino la voce del ministro (e pare che l'abbia alzata) è rimasta inascoltata. Si chiude così la breve esperienza del ribaltone che aveva visto alle elezioni di giugno 2024 il centrosinistra spaccato in due e una vittoria facile facile: 1347 voti per Giuseppe Carini, un civico con lista d'ispirazione centrodestra che aveva convinto il 44,1 per cento degli elettori. Dall'altra parte, Angela Fagnoni ne aveva strappati 1172, l'ex Pci Enzo Dotti 533. Insieme, forse, avrebbero vinto. Ma così non è stato e, a quattordici mesi dal brindisi elettorale, è stato un uomo della Lega, Vergilio Claudio Sponga, a dare la spallata al sindaco e a prendere la parola in aula per spiegare i motivi di un'insanabile rottura (l'intervento della firmataria Romina Rossi è solo per mandare qualche ringraziamento alle associazioni del paese, come una cartolina d'addio). Il giorno dopo, la Lega provinciale non scarica il suo tesserato (candidato dal Carroccio anche alle scorse provinciali) e anzi ne loda lo spirito d'autonomia: «Il nostro partito è così - sostiene il segretario provinciale Luca Zandonella - lascia libertà d'azione agli esponenti dei Comuni. In questo caso specifico poi, in cui la maggioranza in lista erano civici, le segreterie politiche hanno poco da dire». Non nega che siano intercorsi incontri sul "caso Pontenure", «non è stato un fulmine a ciel sereno - continua il salviniano - ma storicamente i nostri iscritti non restano in posizioni in cui non riescono a incidere. Non poteva restare, questo non era uno scontro personale, ma su ben più serie questioni amministrative» Se la Lega difende l'operato di Sponga, più cauto il commento di Fratelli d'Italia: « La politica è l'arte della mediazione - fa sapere il referente Filippo Bertolini e qui si è pagata l'inesperienza». Inesperienza del sindaco o dei consiglieri? « Di tutti direi - aggiunge - In questa questione sono entrate logiche personali che non fanno bene alla politica, abbiamo tentato mediazioni, lo confermo, e prendiamo atto con vero dispiacere di quanto accaduto». Sul futuro, per Bertolini niente è perduto: « Non mi è mai capitato di giocare una partita persa da subito, solo le prossime urne ci diranno la verità. Il dissenso nei confronti del centrosinistra in paese c'era e c'è, quindi ora rimetteremo in fila le cose e ripartiremo».

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