Rassegna Stampa

Foti voce della destra che fa l'antifascista

Data: 23/10/2021

Il deputato piacentino è intervenuto alla Camera sul caso Forza Nuova

Foti fa l'ariete di FdI contro i neofascisti (e un po' di passato) 

L'INTERVENTO ALLA CAMERA SULLA MOZIONE PER LO SCIOGLIMENTO DI FORZA NUOVA. «L'ATTACCO ALLA CGIL È STATO VIOLENZA FASCISTA» 

«Noi non abbiamo alcuna contiguità o attiguità con gruppi neofascisti, neonazisti e tanto meno nazimaoisti, questo sia ben chiaro». È stato il deputato piacentino Tommaso Foti - giovedì dagli scranni dell'aula di Montecitorio, durante la discussione sulla mozione che chiedeva lo scioglimento di Forza Nuova - a pronunciare a nome del suo partito uno degli interventi più intensi e significativi della sua carriera politica e della storia non ancora decennale del suo partito. Un discorso di tredici minuti, svolto da un politico di lungo corso, cresciuto nel Movimento sociale italiano e sotto l'ala di Carlo Tassi, a suo tempo interprete energico della nostalgia per il duce. Se non sono una svolta, i tredici minuti di Foti a Montecitorio hanno voluto marcare una netta presa di distanza rispetto a rigurgiti di simpatie autoritarie che incrociano il cammino delle forze politiche indirettamente eredi dell'Msi (in mezzo c'è stata An). Gli applausi dei colleghi ne attestano un'ampia condivisione in un partito attraversato nelle ultime settimane dalla bufera per l'inchiesta di Fanpage sulla "lobby nera". Di più: il tweet dell'amico ed ex collega Guido Crosetto - «uno di quegli interventi che restituiscono dignità al Parlamento» - ne rafforza il significato in quanto a dirlo è sì uno dei fondatori di FdI, ma anche un esponente politico con tutt'altre radici (Forza Italia). 

Scioglimento di Fn 
L'intervento parte dalla proposta di scioglimento di Forza Nuova. «Il Parlamento, di per sé e di propria iniziativa - sottolinea il deputato piacentino - non può, per legge e per Costituzione, sciogliere alcun partito politico». Tuttavia «noi vogliamo dire alto e forte che, se il governo ravvede le condizioni per l'applicazione dell'articolo 3, comma 2, della legge Scelba, e cioè di procedere, con decreto-legge, all'immediato scioglimento di Forza Nuova e di tutte quelle organizzazioni che possono essere punibili ai sensi della legge Scelba, noi non abbiamo alcuna difficoltà perché noi con questa gente non abbiamo mai avuto, come Fratelli d'Italia, nulla da spartire».   

Solidarietà alla Cgil 
Foti ha rivendicato in aula che FdI «ha condannato - da subito, senza riserva alcuna - l'assalto alla sede della Cgil, non solo attraverso le agenzie di stampa, ma con una delegazione che, il giorno dopo, è andata dal segretario Landini». «Abbiamo espresso la nostra piena solidarietà di fronte a quell'atto che - sono sempre le parole del deputato - non abbiamo difficoltà alcuna a definire di violenza fascista». 

«Colpire i totalitarismi» 
Foti ha aggiunto che «al di là delle mozioni di oggi, se si vorranno approvare specifiche leggi che colpiscano, non soltanto sotto il profilo della condanna culturale e morale, tutti i totalitarismi, tutti coloro che si preoccupano di organizzare, nel la società, associazioni che mirano a propagandare quei totalitarismi, quelle associazioni che nelle loro finalità, nelle loro azioni vogliono, o si illudono, di poter sostituire alle istituzioni democratiche quei fantocci di istituzioni che sono proprie dei totalitarismi, Fratelli d'Italia c'era, Fratelli d'Italia c'è e ci sarà».

«Aggressioni antisemite» 
A rafforzare il senso del suo intervento Foti ha ricordato che il gruppo di FdI «ha fatto inserire, nella mozione del centrodestra unito, un passaggio ben chiaro: si condannano le aggressioni anche di natura antisemita e antisionista provenienti da estremisti di destra legati ad alcune organizzazioni neofasciste e da estremisti di sinistra legati ad alcuni centri sociali».  

«Manganello mediatico» 
Il deputato piacentino ha voluto anche rimarcare quello che a suo avviso è stato un tratto della campagna elettorale appena conclusa. E lo ha fatto utilizzando una metafora, quella del manganello, solitamente utilizzata dalla sinistra contro la destra. «In questa brutta conclusione della campagna elettorale per le elezioni amministrative di Roma - sono le parole di Foti - si è finito molto per parlare di fascismo e antifascismo e molto meno dei problemi reali delle città. Quel manganello mediatico, utilizzato nei confronti dell'onorevole Meloni e del gruppo parlamentare di FdI, se lo potevano risparmiare in tanti».

Esito del voto 
Sul voto il centrodestra si è astenuto sulla mozione del centrosinistra, così come il centrosinistra si è astenuto su quella del centrodestra che chiede invece al governo di contrastare "tutte le realtà eversive". Il risultato è che sono state approvate entrambe, così come accaduto al Senato. Ora la palla passa al governo.

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