A Podenzano cerimonia con il ministro Foti: «Il Comune realizza una pacificazione, ricordare quei morti è un atto di giustizia»
Podenzano intitola i giardini comunali di via Di Vittorio ai Martiri delle Foibe e posiziona sei panchine tricolori, una cerimonia che diventa momento di ricordo e di monito a non dimenticare, a «continuare a raccontare quelle atrocità perché non succedano più - dice il sindaco Riccardo Sparzagni -, una battaglia quotidiana perché la pace è una conquista». Ieri è stata scoperta la targa commemorativa, iniziativa dell'amministrazione comunale di Podenzano cui hanno preso parte il ministro per gli affari europei, Pnrr e politiche di coesione Tommaso Foti, la senatrice Elena Murelli e il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri insieme ai rappresentanti dei Comuni del territorio piacentino (di diversi colori politici), delle associazioni combattentistiche e d'arma, delle forze dell'ordine e di un gruppo di cittadini. «Era dovere preciso essere qui oggi a Podenzano - evidenzia Foti -, per rinnovare la memoria di una trage-dia che ha segnato profondamente la nostra storia: il dramma degli italiani vittime delle foibe, l'esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e la complessa vicenda del confine orientale. La loro colpa era di essere italiani. E nonostante Tito fosse stato il mandante di quegli omicidi gli fu assegnata la massima onorificenza della Repubblica italiana; siamo lieti che quella onorificenza sia finalmente decaduta. Il Comune di Podenzano realizza una pacificazione. Ricordare i morti delle foibe significa rendere loro un atto di giustizia che per tanti anni è stata ignobilmente occultata». Il sindaco Sparzagni ha ricordato la storia di Angelo Adam, ebreo italiano di Fiume che sopravvisse al lager di Dakau e che, tornando a Fiume, fu prelevato dalla polizia di Tito insieme alla moglie: non furono più trovati. « L'odio e la violenza che generarono quelle tragedie non devono mai più trovare spazio nelle nostre società - dice la senatrice Murelli -. Dobbiamo coltivare la memoria per rafforzare i valori della convivenza, della tolleranza e del rispetto reciproco».
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