Lettera aperta al quotidiano Libertà del Sig. Ermanno Migliorini.
Egregio direttore, vorrei ringraziare un vero uomo di Stato, un uomo che da solo con pochi passaggi mirati è riuscito in un'impresa titanica: riempire le piazze e animare i cortei. Erano anni che il giorno della Liberazione non assumeva un tono così alto, e che non si vedevano tante presenze. Meno male che dall'alto della sua professionalità questo politico capace e navigato ha dato la sveglia al popolo democratico e antifascista, che ha dimostrato in massa di essere ancora vivo. Spesso si pensava di essere rappresentati da chiunque andasse in piazza a dire due parole senza troppa enfasi e convinzione. Stavolta lo scatto di democrazia è stato così partecipato, che ha messo sul chi vive anche i nostalgici. In tanti hanno capito che forse è meglio ragionare e lasciare lo spazio anche agli altri; il Paese, si amministra, e non si possiede, e sappiamo bene che tutto può cambiare in modo veloce. Abbiamo la destra al governo, e dopo oltre settant'anni può e deve governare, e ora non c'è niente dove sia possibile celarsi e mimetizzarsi, ora devono fare, e bene, perché in Italia i governi non durano a lungo e spesso vanno a casa per merito o colpa di un alleato. Ringrazio quindi il presidente del Senato Ignazio La Russa per aver scosso le coscienze e di aver mostrato a tutto il mondo che l'Italia è democratica e basata su valori antifascisti. Bene il parlamentare di Piacenza Tommaso Foti, che con parole forse inaspettate ha ristabilito una verità storica. Non importa che non sia andato in piazza, non è una festa troppo sentita da lui che l'ha anche avversata in passato, ma quest'anno si è dimostrato maturo per certe dichiarazioni; bene. Dove invece siamo ancora fermi, è sull'equiparare sempre fascismo e comunismo nella storia italiana. Allora ho pensato: per chi è convinto di quest'idea, metta una camicia nera e poi vada in Russia nella Piazza Rossa e faccia il saluto romano e scandisca i suoi slogan; se gli batteranno le mani, allora chiederò scusa a tutti. Il dramma russo fu il comunismo, e loro lo odiano. Da noi fu il fascismo e il nazismo, ma vogliamo sempre girarci intorno e dimostrare il contrario. Nessuno nega a nessuno di piangere i morti dell'altra parte, ma la storia ha lasciato le tracce, e non si può cambiare ciò che è stato.
Libertà
