Il contributo sarebbe stato pari al 40% dell'investimento complessivo. L'impianto non rientra nei primi 148 progetti ammessi
Niente contributo Pnrr per il nuovo impianto di biometano che sta per nascere a Sarmato nell'area dell'ex zuccherificio Eridania: la società proponente Apis Pc1 di Bolzano, infatti, non risulta per ora tra le 148 destinatarie dei contributi alle energie rinnovabili previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si parla, grosso modo, di alcuni milioni di euro che ora l'azienda dovrà sborsare di tasca propria se vorrà proseguire con la creazione dell'impianto. Intanto, però, un aiuto al privato potrebbe arrivare dal governo Meloni: è in discussione a Roma l'idea di prevedere ulteriori fondi a favore degli impianti di biometano, racimolandoli dalle risorse del Pnrr. Quando basta alla sindaca di Sarmato Claudia Ferrari per gridare allo scandalo. «È assurdo e immorale - dice - che lo Stato finanzi attività speculative che nulla hanno a che vedere con la realtà dei piccoli agricoltori locali». Andiamo per ordine. Il contestatissimo nuovo impianto di biometano di Apis Pc1 nasce anche sulla spinta dei numerosi incentivi economici destinati alle energie rinnovabili, tali da garantire la sostenibilità finanziaria dell'intervento. Dopo aver ottenuto l'autorizzazione da Arpae, il privato ha quindi partecipato ad una delle cosiddette "aste Gse", cioè le aste con offerte al ribasso organizzate proprio per aggiudicarsi gli incentivi destinati a finanziare nuovi impianti o a riconvertire a biometano attuali impianti di biogas. Nella fattispecie, quella di Apis Pc1 è risultata tra le 298 domande ammesse al contributo (solo 13 escluse in Italia) per quanto riguarda agevolazioni legate al prezzo del metano, mentre l'offerta presentata non è stata tale da far rientrare la società tra le prime 148 finanziabili con fondi Pnrr: una perdita non da poco perché si tratta di un contributo in conto capitale pari al 40% dell'investimento, destinato cioè - nel caso dell'azienda trentina - alla costruzione e all'avvio dell'impianto di Sarmato. Risulta invece ammessa al contributo Pnrr un'altra azienda sar-matese che costruirà un piccolo impianto di biometano da 100 metri cubi orari, a servizio della sua attività agricola già esistente. La società Apis Pc1 perde quindi una quota importante di finanziamento per svariati milioni di euro. E adesso? Potrebbe dimostrare di avere comunque forza economica per proseguire con l'attività oppure potrebbe essere costretta a ridimensionare o sospendere l'impianto. Nel frattempo, in soccorso ai 150 impianti esclusi dal finanziamento, potrebbe arrivare il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha già chiesto alla Commissione Europea di poter aumentare le risorse allo scopo: l'idea è di riuscire a finanziare tutti gli impianti restanti con fondi Pnrr, compreso quello all'ex Eridania. «Crediamo sia ingiusto che alla stessa asta partecipino le piccole aziende agricole del territorio assieme a realtà multinazionali », è la posizione politica della sindaca di Sarmato Claudia Ferrari. «Se è giusto usare i fondi Pnrr per quegli agricoltori che vogliono migliorare e far crescere la propria azienda, diversamente è davvero poco etico usare fondi pubblici per finanziare grandi realtà speculative. Di fatto, il nostro governo sta accettando di favorire le multinazionali che hanno le spalle coperte, invece di convergere i fondi sulle piccole aziende agricole. Abbiamo già scritto al ministro per il Pnrr Tommaso Foti, senza avere risposta. A questo punto, tanto vale usare i fondi Pnrr per asfaltare le strade: i comuni ne gioverebbero sicuramente di più».
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