L'INTERVENTO
Lettera aperta al quotidiano Libertà dell'on. Tommaso Foti, Vice-capogruppo Vicario alla Camera di Fratelli d'Italia.
Diversamente da quanto sostenuto da Michele Giardino ("Libertà" di ierindr), ritengo che non solo del caso Bibbiano la politica debba parlare (certamente non a vanvera),
ma fare anche ciò che questo e altri precedenti casi suggeriscono.
L'inchiesta "Angeli e Demoni" rappresenta,
infatti, la punta di un iceberg che vede sempre e comunque i bambini (mi piace chiamarli così) vittime di assurde violenze.
E' stato così per la vicenda giornalisticamente nota
come "i diavoli della bassa modenese", riferita ad
un'inchiesta che ha distrutto lustri or sono, negli
emiliani comuni di Mirandola e di Massa Finalese,
la vita di genitori innocenti e dei loro bambini.
E' stato così per gli orchi de Il Forteto - una comunità di accoglienza per minori al cui interno - come accertato in via definitiva dalla Corte di Cassazione, oltre che da varie commissioni d'inchiesta - vennero
commessi abusi psicologici e sessuali nei confronti
di bambini e disabili dati in affidamento alla detta
comunità dal Tribunale dei minori. Una vicenda gravissima e sconcertante che ha portato il Parlamento ad istituire una commissione parlamentare d'inchiesta - tra l'altro - volta allo «all'accertamento dei
fatti e delle ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità competenti interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità "Il Forteto", anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte all'interno de "Il Forteto"» (articolo 2, comma 1, legge 8 marzo 2019, n.21).
E' così per le vicende che hanno interessato di recente la rete dei servizi sociali della Val d'Enza - con
il coinvolgimento nell'inchiesta penale di dipendenti degli stessi, sindaci e liberi professionisti - che colpiscono e coinvolgono minori strappati alle famiglie senza motivo per mantenere un lucroso business costruito sul sistema degli affidi.
E quello di Bibbiano è un caso clamoroso che riguarda ancora di più la politica, atteso che solo pochi anni fa quel sistema di servizi sociali veniva presentato come un modello da seguire!!! Ne è la riprova l'audizione di persone oggi indagate dalla magistratura con pesantissime accuse (tra le quali il sindaco di
Bibbiano e la responsabile del servizio sociale integrato dell'Unione dei comuni della Val d'Enza) tenutasi il 14 luglio 2016 davanti alla Commissione
Parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui minori fuori famiglia. A leggere il resoconto stenografico della seduta, quelli che oggi sono indicati come
i negativi protagonisti del caso Bibbiano vennero infatti addirittura ringraziati per il loro operare, nel
mentre ammettevano di violare l'articolo 18 della
Legge Regionale n. 14/2008 in quanto attori di una
"sperimentazione" non prevista dalla legge e i cui
nefasti risultati emergono dall'indagine in corso! Ma
anche in precedenza, all'interno dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, il metodo
Bibbiano venne presentato come un modello da seguire, come risulta dal verbale della Commissione
Parità, diritti e partecipazione, tenutasi l'11 marzo
2015.
Alla detta audizione fece seguito un incontro pubblico a Bibbiano del 26 maggio 2016 nel corso del
quale la presidente Roberta Mori si definì «partner
di una esperienza che noi riteniamo esemplare per
tutta la regione Emilia Romagna ed è per questo che ringrazio gli amministratori».
E' chiaro, per chi scrive, che - senza trarre conclusioni affrettate - la politica non solo ha la facoltà ma
il dovere di intervenire per prevenire il ripetersi di
certi fatti. E per farlo neppure deve compiere un grande sforzo, solo che si attenga ad alcuni atti depositati in Parlamento, a partire dalla relazione conclusiva dell'indagine conoscitiva approvata il 17 gennaio
2018 dalla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza. Non solo, ma - devo dedurre con
dispiacere di chi vorrebbe una politica muta (spero
anche non cieca e sorda) - proprio la Camera dei deputati pochi giorni fa (sedute dell'11 e 12 novembre)
ha lungamente dibattuto sulla grave situazione in
cui versano i minori in Italia e sui provvedimenti da
assumere, come risulta dalle mozioni approvate e
anche da quelle respinte (alcune parti delle quali per
altro del tutto condivise dal governo). E proprio di
queste proposte si parlerà nell'incontro organizzato a Piacenza domani, sabato 23 novembre, da Fratelli d'Italia all'Auditorium S. Ilario. A dimostrazione che sul punto la politica ha molto da dire e ancora di più da fare per difendere i bambini, per fa sì che
tutti tengano giù le mani dai bambini!!!
Libertà
