Il totale di stranieri nella rete di accoglienza è di 686 migranti (32 di nazionalità ucraina)
Il mare agitato frena gli sbarchi di migranti a Lampedusa. Di riflesso anche gli arrivi nella nostra città sono diminuiti. Nell'ultima settimana sono stati 18 gli stranieri, in prevalenza provenienti dall'Africa subsahariana, assegnati alla nostra provincia e inseriti nella rete d'accoglienza dei Cas (centri accoglienza straordinari), cioè le strutture individuate tramite i bandi e le manifestazioni d'interesse pubblicate dalla prefettura. I dati sono stati forniti dagli uffici di Palazzo Scotti da Vigoleno. Nel dettaglio: 5 sono arrivati il 29 settembre, 2 il 30 settembre, altri 5 il 3 ottobre e 6 il 5 ottobre. Un numero decisamente inferiore ai 49 che erano stati assegnati a Piacenza nella settimana dal 13 al 18 settembre e che aveva segnato una sorta di record. Al momento il sistema di accoglienza piacentino conta 686 migranti (numero che fluttua in base a chi entra e chi esce dai programmi) di cui 32 di nazionalità ucraina. Naturalmente resta prioritaria la richiesta della prefettura agli enti locali, alle istituzioni e alle associazioni di mettere a disposizione nuovi spazi per l'accoglienza. Nel frattempo a livello nazionale la questione migranti continua a tenere banco con maggioranza e opposizione sempre più sui fronti opposti. Se le forze politiche che sostengono il governo difendono l'operato dell'esecutivo, e Salvini dichiara la necessità di un nuovo decreto (lo ha fatto anche a Piacenza pochi giorni fa intervenendo a Confedilizia), le opposizioni sparano ad alzo zero sulle politiche messe in atto. Sul tema è intervenuto in questi giorni anche il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, il piacentino Tommaso Foti, sostiene: «Noi gli ingressi regolari li abbiamo aumentati, sono gli altri, quelli che ora stanno all'opposizione, che avevano messo in naftalina il decreto flussi. È cambiata la situazione geopolitica rispetto a qualche tempo fa: si sono aperti fronti, dal Pakistan al Niger e il Mediterraneo centrale è il vero ventre molle. Ora il governo italiano potrà accelerare le espulsioni, riportare all'interno di una gestione ordinata un ambito creato in modo disordinato, ma è innegabile che serve l'intervento europeo, da soli non si va da nessuna parte. Serve un piano europeo di aiuti per l'Africa». Di opinione diversa il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni: « Ecco compiuto il capolavoro del governo Meloni, non fanno la guerra agli scafisti, bensì alle navi che fanno ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Le conseguenze? Ci saranno più persone annegate» .
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