Lettera aperta a Libertà, di Tommaso Foti.
LA PRECISAZIONE
Egregio direttore,
era ed è ampiamente prevedibile che
le mie parole fossero anche oggetto di
contestazione. Ci mancherebbe. Il confronto, anche quello più duro e acceso,
è il sale della democrazia e, conseguentemente, della buona politica.
Si vuole organizzare un forum a "Libertà" per un dibattito con chicchessia anche a partire dalle legittime riserve al
mio discorso alla Camera espresse (vedi "Libertà'' di ieri - ndr) da Franco Sprega? Accordiamoci e ci sarò. Mi duole però rilevare - prima ancora sul piano personale che politico - che non si può pubblicare una notizia del tutto falsa. Il il 25
aprile di due anni fa non ho indossato né
una mascherina nera (era tricolore) né
con scritto Mussolini (si leggeva la scritta
"boia chi molla"). All'immagine si accompagnava un post in cui chiaro era il riferimento alla giornata di lavoro che mi
aspettava in ufficio.
Avendo avvertito che detto post poteva suonare come offensivo e/o provocatorio nel giorno in cui si festeggiava
la Liberazione, di mia iniziativa provvedevo a cancellarlo e, cosa rara per
un politico, comunque a scusarmi con
tutti. I fatti restano fatti, le falsità sono
altro.
Tommaso Foti, deputato di Fratelli d'Italia
Libertà
