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La svolta rosa della Cisl confermato Vaghini accanto a lui due donne

Data: 25/04/2025

Si è chiuso il congresso territoriale: il piacentino resta al vertice In segreteria Angela Calò ed Elisabetta Oppici: «Segnale forte»

Si è chiusa con una svolta rosa la due giorni congressuale della Cisl di Parma e Piacenza.

Al Grand Hotel di Salsomaggiore i delegati hanno confermato a grandissima maggioranza il piacentino Michele Vaghini segretario generale territoriale per i prossimi quattro anni.

Accanto a lui, due donne: Angela Calò ed Elisabetta Oppici, per una Segreteria a maggioranza femminile per la prima volta nella storia del sindacato. « Lanciamo un segnale forte, senza però farne una questione di genere commenta Vaghini - ma di capacità: sono persone molto preparate, di cui mi fido ciecamente e sulle quali so di poter contare nei prossimi anni per gestire un'organizzazione così complessa come la nostra, che oggi sfiora i 58mila iscritti».

I temi del dibattito congressuale di ieri, a cui hanno partecipato il componente della Segreteria nazionale Ignazio Ganga e il segretario regionale Filippo Pieri, sono stati gli stessi emersi mercoledì nella prima giornata a Piacenza Expo: «Il mondo di oggi ci mette di fronte a sfide sempre più complesse - ha detto Vaghini perché a quelle storiche, come la difesa del potere di acquisto di salari e pensioni, una sanità che deve essere alla portata di tutti, il ripopolamento delle zone collinari e montane, se ne sommano di nuove, basti pensare alle possibilità, ma anche ai rischi, dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie applicate ai processi produttivi ».

Confronto sul Pnrr

Durante la mattinata, tavola rotonda sul Pnrr, aperta dal ministro Tommaso Foti in videocollegamento da Roma. « Il Piano è complesso perché muove molte risorse e ha scadenze ben precise - ha detto - ma crediamo che rappresenti una opportunità importante, a cui non sta lavorando solo il governo, ma vede impegnati migliaia e migliaia di amministratori locali a tutti i livelli. Dal punto di vista del lavoro, un recente studio dice che a pieno regime saranno circa 950mila i nuovi occupati e non si pensi che riguardino soprattutto l'edilizia e le costruzioni per i tanti cantieri che sono partiti e partiranno» 

Michele De Pascale, presidente della Regione, ha rivendicato un maggiore protagonismo degli enti locali: «Considerata anche la mia esperienza da sindaco di Ravenna, credo che sia fondamentale che, nel rispetto della cornice generale tracciata dal governo, i territori abbiano maggiore capacità di intervento, unita alla semplificazione della burocrazia. Ed è importante fare in modo che non si costruiscano solo dei nuovi edifici, come scuole o ambulatori, ma che si possano riempire di personale e di servizi, a cominciare da quelli sanitari».

Temi dibattuti anche con il contributo di Francesco Timpano, professore Ordinario dell'Università Cattolica di Piacenza: «È giusto dire che il Pnrr è senza dubbio una grande occasione, che in parte stiamo cogliendo. Sicuramente serve un cambio di paradigma: bisogna programmare con accuratezza obiettivi chiari e definiti e spendere i soldi di conseguenza, rendicontandoli con puntualità. Una delle maggiori criticità che vedo - ha concluso è legata allo spostamento di molti progetti tra fine 2025 e il 2026: manca pochissimo, quindi occorre accelerare, evitando però di spendere tanto per farlo, soprattutto i fondi che abbiamo preso a debito».


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