I CANDIDATI PIACENTINI FIRMANO IL MANIFESTO DELL'ORGANIZZAZIONE
Etichettatura obbligatoria su
tutte le produzioni agroalimentari,
trasformazione del ministero
dell'Agricoltura in ministero
del Cibo, controlli rigorosi
ma non tali da provocare danni,
rimozione del segreto sulle
importazioni e una legge sui
reati agroalimentari. Sono i cinque
impegni, contenuti nel manifesto
nazionale della Coldiretti,
sottoscritti ieri mattina dai
candidati alle Politiche che hanno
partecipato al confronto nella
sede del Consorzio agrario di
Terrepadane: Paola De Micheli
(Pd), Tommaso Foti (centrodestra),
Alessandro Ghisoni (Liberi
e Uguali), Elena Murelli
(Lega) e Giovanni Pietro Zoncati
(Italia agli Italiani). Davanti
a una folta platea di imprenditori
del settore, la principale
organizzazione sindacale degli
agricoltori guidata da Marco
Crotti li ha "interrogati" sulle
questioni più stringenti che interessano
il loro mondo.
Tra le domande poste quella
sulle criticità di questi ultimi anni
come la crisi idrica, il dissesto
idrogeologico e l'allarme per
gli ungulati (cinghiali in particolare) cui non si riesce a porre
rimedio. Ma anche quella sul
rapporto che si intende tessere
con l'Unione Europea e sui contenuti
del manifesto nazionale
sopracitato. Ghisoni ha ricordato
alcune delle sue battaglie come
quella sul minimo deflusso
vitale (mdv) e sulla creazione di
invasi in Valnure. «L'acqua è
fondamentale e va sempre garantita»
ha spiegato aggiungendo
poi che «vanno semplificati
i processi burocratici e che bisogna
fare di tutto per mantenere
gli agricoltori nelle loro terre». Sull'etichettatura «i consumatori
hanno il dovere di conoscere
la provenienza dei prodotti
che poi finiscono sulle loro
tavole». La leghista Murelli ha
promesso che si batterà per
contrastare lo spopolamento
della montagna, per collaborare
con gli stessi agricoltori in tema
di dissesto, per una riforma
del ministero dell'Agricoltura e
per aprire un'Agenzia interregionale
finalizzata ad alleggerire
gli adempimenti burocratici.
Ha citato poi l'agropirateria:
«Non riusciamo a difendere
adeguatamente i nostri prodotti.
Ci siamo fatti soffiare la coppa,
dobbiamo fare rete e difenderli».
Parole nette anche sulla
lotta alla contraffazione dei cibi:
«C'è troppa confusione: vogliamo
fermare un mercato da
60 miliardi di euro». Zoncati ha
battuto su un tasto già noto: «Al
governo e anche in agricoltura
abbiamo della gente incapace
che comanda. Dobbiamo cambiare.
Non è possibile che i costi
per i nostri agricoltori continuino
a lievitare». Per lui è primario
«uscire dalla Eurozona,
avere una propria sovranità
monetaria, alimentare e commerciale.
Chi vuole i nostri prodotti
li deve pagare». De Micheli
ha rivendicato e sottolineato i risultati e le azioni messe in
campo dagli ultimi governi di
cui ha fatto parte: «Sulla crisi
idrica sono stati stanziati 300
milioni per il piano invasi e sappiamo
che la stesura di un Piano
idrico rappresenta la priorità
assoluta». Il sottosegretario
ha garantito attenzione sulla
creazione di un ministero del
Cibo («un primo embrione c'è
già») e su etichettatura e controlli
ha precisato: «Siamo noi
ad aver voluto l'etichettatura e
ad aver fatto la legge sulla tracciabilità.
Adesso la vogliamo
completare e sostenere in Europa.
In Italia i nostri produttori
rispettano le regole, l'obiettivo
è quello di farle rispettare a
tutti. I controlli? Ci vuole equilibrio».
Ha proseguito con l'intenzione
di voler togliere il segreto
sulle importazioni e sul fisco
«sono quasi state azzerate
le tasse agli agricoltori». Proprio
sulla pressione fiscale è stato
duello con Foti: «Voi le avete aumentate»
ha replicato il candidato
del centrodestra. Il quale
ha ricordato alcune azioni concrete
fatte dalla Provincia con
l'inserimento nel Ptcp di tanti
piccoli invasi. «Sul deflusso minimo
vitale si può modificare il
sistema di calcolo. L'ho proposto
in Regione, ma ci vuole la
volontà politica, così come per
contrastare gli ungulati». Ha poi
lodato la proposta Coldiretti
sull'abbattimento del segreto
sulle importazioni («Basterebbe
portare questo testo in commissione
e approvarlo») mentre
sui reati agroalimentari ha
ammonito: «Occorre prevedere
pene accessorie: chi li commette
non deve esercitare più
la professione per un tot numero
di anni».
Libertà
