Rassegna Stampa

Le richieste Coldiretti e sulle tasse è scontro fra Foti e De Micheli

Data: 24/02/2018

I CANDIDATI PIACENTINI FIRMANO IL MANIFESTO DELL'ORGANIZZAZIONE

Etichettatura obbligatoria su tutte le produzioni agroalimentari, trasformazione del ministero dell'Agricoltura in ministero del Cibo, controlli rigorosi ma non tali da provocare danni, rimozione del segreto sulle importazioni e una legge sui reati agroalimentari. Sono i cinque impegni, contenuti nel manifesto nazionale della Coldiretti, sottoscritti ieri mattina dai candidati alle Politiche che hanno partecipato al confronto nella sede del Consorzio agrario di Terrepadane: Paola De Micheli (Pd), Tommaso Foti (centrodestra), Alessandro Ghisoni (Liberi e Uguali), Elena Murelli (Lega) e Giovanni Pietro Zoncati (Italia agli Italiani). Davanti a una folta platea di imprenditori del settore, la principale organizzazione sindacale degli agricoltori guidata da Marco Crotti li ha "interrogati" sulle questioni più stringenti che interessano il loro mondo. Tra le domande poste quella sulle criticità di questi ultimi anni come la crisi idrica, il dissesto idrogeologico e l'allarme per gli ungulati (cinghiali in particolare) cui non si riesce a porre rimedio. Ma anche quella sul rapporto che si intende tessere con l'Unione Europea e sui contenuti del manifesto nazionale sopracitato. Ghisoni ha ricordato alcune delle sue battaglie come quella sul minimo deflusso vitale (mdv) e sulla creazione di invasi in Valnure. «L'acqua è fondamentale e va sempre garantita» ha spiegato aggiungendo poi che «vanno semplificati i processi burocratici e che bisogna fare di tutto per mantenere gli agricoltori nelle loro terre». Sull'etichettatura «i consumatori hanno il dovere di conoscere la provenienza dei prodotti che poi finiscono sulle loro tavole». La leghista Murelli ha promesso che si batterà per contrastare lo spopolamento della montagna, per collaborare con gli stessi agricoltori in tema di dissesto, per una riforma del ministero dell'Agricoltura e per aprire un'Agenzia interregionale finalizzata ad alleggerire gli adempimenti burocratici. Ha citato poi l'agropirateria: «Non riusciamo a difendere adeguatamente i nostri prodotti. Ci siamo fatti soffiare la coppa, dobbiamo fare rete e difenderli». Parole nette anche sulla lotta alla contraffazione dei cibi: «C'è troppa confusione: vogliamo fermare un mercato da 60 miliardi di euro». Zoncati ha battuto su un tasto già noto: «Al governo e anche in agricoltura abbiamo della gente incapace che comanda. Dobbiamo cambiare. Non è possibile che i costi per i nostri agricoltori continuino a lievitare». Per lui è primario «uscire dalla Eurozona, avere una propria sovranità monetaria, alimentare e commerciale. Chi vuole i nostri prodotti li deve pagare». De Micheli ha rivendicato e sottolineato i risultati e le azioni messe in campo dagli ultimi governi di cui ha fatto parte: «Sulla crisi idrica sono stati stanziati 300 milioni per il piano invasi e sappiamo che la stesura di un Piano idrico rappresenta la priorità assoluta». Il sottosegretario ha garantito attenzione sulla creazione di un ministero del Cibo («un primo embrione c'è già») e su etichettatura e controlli ha precisato: «Siamo noi ad aver voluto l'etichettatura e ad aver fatto la legge sulla tracciabilità. Adesso la vogliamo completare e sostenere in Europa. In Italia i nostri produttori rispettano le regole, l'obiettivo è quello di farle rispettare a tutti. I controlli? Ci vuole equilibrio». Ha proseguito con l'intenzione di voler togliere il segreto sulle importazioni e sul fisco «sono quasi state azzerate le tasse agli agricoltori». Proprio sulla pressione fiscale è stato duello con Foti: «Voi le avete aumentate» ha replicato il candidato del centrodestra. Il quale ha ricordato alcune azioni concrete fatte dalla Provincia con l'inserimento nel Ptcp di tanti piccoli invasi. «Sul deflusso minimo vitale si può modificare il sistema di calcolo. L'ho proposto in Regione, ma ci vuole la volontà politica, così come per contrastare gli ungulati». Ha poi lodato la proposta Coldiretti sull'abbattimento del segreto sulle importazioni («Basterebbe portare questo testo in commissione e approvarlo») mentre sui reati agroalimentari ha ammonito: «Occorre prevedere pene accessorie: chi li commette non deve esercitare più la professione per un tot numero di anni».

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