Rassegna Stampa

Maratone notturne e ostruzionismo il record nel 2006

Data: 17/03/2023

I PRECEDENTI

SEDUTE FIUME A COLPI DI EMENDAMENTI DELL'OPPOSIZIONE HANNO SPESSO SEGNATO I DIBATTITI SULLE MANOVRE ECONOMICHE

Sedute fiume, maratone consiliari. Espressioni ricorrenti, nei resoconti di cronaca, quando il confronto dialettico tra maggioranza e minoranza assume modalità muscolari. E' accaduto spesso in consiglio comunale, soprattutto nelle discussioni sui bilanci di previsione, i documenti contabili su cui si basano le politiche delle amministrazioni in carica. Maratone notturne in aula, a colpi di emendamenti - richieste di modifica al testo - e di interventi oratori a ripetizione utilizzando il massimo del tempo disponibile. Questi gli strumenti a cui in molti casi la minoranza ricorre, per avanzare, sì, proposte ritenute politicamente utili dal suo punto di vista, ma anche per indurre a patti una maggioranza presa quasi per sfinimento. Ostruzionismo, si chiama. Democraticamente ammesso. Ma anche censurabile, sempre democraticamente, quando certi limiti vengono superati. Una misura spesso la dà il numero degli emendamenti: quanto più è alto tanto più il sospetto che si tratti di semplici correzioni formali, o comunque di nessun rilievo effettivo, si fa strada al di là delle assicurazioni che puntualmente arrivano dai firmatari e cioè che sono proposte eminentemente di merito. 

I precedenti 
I 490 emendamenti presentati al bilancio 2023 dalle minoranze - la maggior parte da FdI e ApP - rappresentano un record. L'anno scorso, con all'opposizione il centrosinistra, furono 55, numero decisamente basso tenuto conto, oltretutto, che si trattava di bilancio pre-elettorale che solitamente vede acuirsi le conflittualità politiche. Andando qua e là a ritroso, ne troviamo sul tavolo 62 nel 2013, quando in carica c'era la giunta Dosi e spiccavano i dodici a firma Pd che era l'architrave della coalizione di maggioranza; l'anno prima solo 37 (tutti, tranne uno, della minoranza di centrodestra). Venendo alle giunte del sindaco Roberto Reggi, gli emendamenti al bilancio 2011 furono 69, e 45 nel 2008 (sempre dell'opposizione di centrodestra).

Tasso di conflittualità 

E' tornando ancora più indietro negli anni che i numeri si alzano, e con loro la conflittualità. Nel 1999, primo bilancio del sindaco Gian Guido Guidotti (centrodestra), l'allora opposizione di centrosinistra presentò 112 emendamenti. Fatta la tara dei 28 giudicati inammissibili e dei 12 ritirati, ne furono discussi 72, di cui 21 approvati, in una seduta fiume terminata alla 4 di notte dopo undici ore di dibattito. Le cronache riferirono di scintille per gli emendamenti cassati e annunci di ricorsi al Coreco (Comitato regionale di controllo, oggi soppresso) da parte di Stefano Pareti (Progetto per Piacenza) e Marco Gelmini (Rifondazione). Ancora di più, 134, le richieste di modifica al bilancio presentate nel 2004, quasi tutte dalla minoranza di centrodestra visto che al governo c'era il centrosinistra della prima giunta Reggi. «Non hanno alcun fine ostruzionistico, sono animate da uno spirito costruttivo», assicurava Massimo Trespidi (Forza Italia) a cui Carlo Berra (Ds) ribatteva che «l'intento del centrodestra mi sembra che sia più quello di far saltare i nervi alla maggioranza che avanzare istanze concrete e praticabili»

La battaglia del 2006 
Ben 348 gli emendamenti al bilancio 2005 (ma circa 160 non passarono il vaglio di ammissibilità), superati dai 375 dell'anno successivo, considerabile il vertice più alto della polemica a Palazzo Mercanti. Prima che sugli emendamenti, è sugli ordini del giorno (odg) che gli schieramenti si danno battaglia. Di odg, semplici atti di indirizzo e orientamento, la minoranza di centrodestra ne presenta 14. Tiene inchiodata la maggioranza per due consigli comunali con 27 ore complessive di discussione, maratone notturne sospese alle sette del mattino e ripartite alle 16 del pomeriggio. Ostruzionismo serrato contro «l'arroganza del sindaco» e per «impedire, con i mezzi disponibili, che verso i piacentini sia operata una vera e propria rapina», motiva Trespidi polemizzando con l'aumento degli introiti delle multe, dei parcometri e delle rette degli asili (v. "Libertà" del 22 dicembre 2005). «Tattica suicida», ribatte Reggi ammonendo che tenere bloccato il bilancio significa allungare «i tempi per le opere pubbliche e i servizi ai cittadini».

La maxi tagliola 
Evasa, faticosamente, la pratica odg, resta lo scoglio emendamenti: 348, una montagna. Manca però il vaglio tecnico di ammissibilità da parte degli uffici comunali e della presidenza del Consiglio all'epoca guidata da Benedetto Ricciardi (Ds). Che fa scattare una maxi tagliola. Tutti cassati gli emendamenti perché sono privi di espressa motivazione. Così sentenzia con insindacabile giudizio sulla base di una interpretazione restrittiva del regolamento sino a quel momento mai applicata. Strada dunque spianata all'approvazione del bilancio. Con l'opposizione che la prende come peggio non si può: al grido di «attentato alla democrazia» vengono minacciate azioni legali persino penali contro Ricciardi. L'onorevole Tommaso Foti (An) scrive un'interrogazione all'allora ministro dell'Interno Beppe Pisanu per chiedergli di annullare la delibera. E il centrodestra in blocco fa sapere che si rivolgerà al prefetto per «rappresentargli il nostro sconcerto». Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti (in queste ore) è puramente casuale. Naturalmente.

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