Rassegna Stampa

Meno fisco per ridare ossigeno agli artigiani

Data: 21/02/2018

«Meno fisco per ridare ossigeno agli artigiani» 
I VERTICI CNA INCALZANO I CANDIDATI SU ACCESSO AL CREDITO E INNOVAZIONE 

PIACENZA • Una pressione fiscale opprimente, il peso della burocrazia, la necessità di stanziare più risorse sul fronte dell'innovazione, il ritorno a un accesso al credito più agevole. Si sono confrontati soprattutto su questi temi i sette candidati alle elezioni politiche che hanno risposto ieri sera all'invito che la Cna - Confederazione nazionale dell'artigiano e della piccola e media impresa aveva esteso a tutte le forze politiche. Un momento voluto dall'associazione del presidente Giovanni Rivaroll e del direttore Enrica Gambazza per conoscere le ricette programmatiche delle varie liste rivolte alle piccole e medie imprese «che - come è stato ricordato - rappresentano il 99,4% dell'imprenditoria italiana». Erano presenti Paola Gazzolo (Pd), Roberta Marchelli (Potere al popolo), Andrea Pasini (Noi con l'Italia-Udc), Elena Murelli (Lega), Tommaso Foti (Fratelli d'Italia), Francesco Cacciatore (Liberi e Uguali) e Filippo Ghigini (M5s). Due, per Gazzolo, le direzioni verso le quali si dovrà orientare la politica in questo campo: «Proseguire nell'abbassamento di Ires e hi dal 24 al 22% e la riduzione del cuneo fiscale di un punto percentuale all'anno», ha detto ricordando il bando per il credito agevolato che mette a disposizione 120 milioni di euro per le imprese, una parte delle quali a fondo perduto. «Credito che non dovrà servire per pagare le tasse, ma per fare investimenti nell'innovazione». Per Marchelli, che ha riconosciuto come nel programma di Potere al popolo non vi sia una parte «specifica al riguardo delle pmi», c'è la necessità «di rilanciare l'Italia partendo dai diritti, in particolare quelli dei lavoratori. Ci sono settori, come ad esempio quello degli armamenti, ai quali si possono togliere finanziamenti». Pasini è stato chiaro nelle sue linee: «Abbassare il cuneo fiscale di 6 punti percentuali (10 miliardi), una digitalizzazione finalizzata a sburocratizzare, la revisione del codice degli appalti con una quota degli stessi unicamente riservata alle pmi e un concetto di fiscalità ribaltato». L'alleata Murelli si è detta concorde sull'abbassamento del cuneo fiscale aggiungendo la volontà di «sostenere le pmi che vogliono puntare sull'export», di rilanciare le assunzioni con le temporary card (che sostituirebbero i voucher), di prevedere «una tassazione sui robot a tutela del lavoratore». In mezzo alle «tante promesse elettorali che costano 110miliardi di euro», Foti ha spiegato che sono possibili anche riforme a costo zero: «Quella della fatturazione elettronica, del contenzioso tributario con l'inversione dell'onere della prova». Decisivo per il rilancio delle pmi «agire sull'abbassamento della tassa rifiuti e sui costi dell'energia elettrica che influisce molto sui bilanci delle aziende». Per Cacciatore «è cruciale siglare un nuovo patto sociale per poi far partire un vero e concreto piano degli investimenti pubblici e varare una fiscalità progressiva». Secondo l'esponente di Leu «è possibile un recupero di 30 miliardi di euro all'anno sul fronte della lotta all'evasione fiscale». Infine i "grillini" con Ghigini che ha insistito su una no tax area sotto i 10mila euro, sulla necessità di ridurre l'aliquota Irpef ed ha poi proposto alcuni cavalli di battaglia del Movimento 5 stelle: «Una riforma bancaria e una riduzione della burocrazia con taglia ai vari spesometro, redditometro e studi di settore».

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