Lettera aperta al quotidiano Libertà dell'on. Tommaso Foti.
Signor Direttore, sono davvero sconcertanti nei miei confronti, altro non essendo che puerili illazioni, i contenuti della lettera pubblicata da Libertà il 18 luglio a firma di Romano Repetti, presidente provinciale dell'Anpi. Poiché ai professionisti della menzogna mi è facile contrapporre l'inconfutabile verità dei fatti, evidenzio come risulti priva di fondamento l'affermazione del Repetti secondo cui avrei alzato la mano in Consiglio dei Ministri a favore del trasferimento a Lecco del prefetto di Piacenza. Con buona pace delle elucubrazioni mentali del Repetti, lunedì 14 luglio, dopo avere partecipato alla visita di alcuni luoghi verdiani nelle province di Piacenza e Parma in compagnia del ministro Giuli, sono intervenuto a Biella all'assemblea della locale Unione degli Industriali e, infine, ad un'iniziativa pubblica a Reggio Emilia. Detti impegni, documentabili in ogni sede e programmati da mesi, mi hanno precluso di partecipare al Consiglio dei Ministri in cui è stato deciso il trasferimento del dr. Ponta. Quanto sostenuto dal Repetti si riduce quindi ad un proditorio e meschino attacco politico nei miei confronti. Quanto poi al fatto che per il Repetti chi scrive sarebbe addirittura "l'ispiratore" del trasferimento del Signor Prefetto - affer-mazione che palesa "il vizietto" della sinistra di promuovere o trasferire funzionari dello Stato in ragione o meno dell'asservimento politico alla stessa - sarà qui il caso di ricordare ai lettori (Repetti lo sa bene, ma si guarda bene dal scriverlo), che la nomina dell'allora vice prefetto vicario di Alessandria dr. Paolo Ponta a prefetto di prima nomina a Piacenza, venne decisa il 3 Novembre 2023 dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Piantedosi, e dunque la promozione del predetto è avvenuta per decisione del governo di centrodestra, non di certo per volontà dei precedenti. Il resto, compreso il riferimento al numero di abitanti delle città di Lecco, restano fanfaluche di chi continua a credere che il trasferimento del Prefetto - usuale, come noto - sia frutto di un complotto ordito ai suoi danni. Sul punto giova ricordare che un Prefetto esercita le proprie funzioni (almeno la legge così prevede!!!) non solo nell'ambito della città capoluogo ma in tutto il territorio ricadente nella sede assegnata. Se, dunque, qualcuno volesse collegare "il prestigio" della sede assegnata al dr. Ponta al numero di abitanti ricompresi nella stessa, non vi è dubbio che la bilancia - penderebbe per la provincia di Lecco (338.852 abitanti) e non per quella di Piacenza (288.217 abitanti). Ciò detto, essendo nota la differenza tra libertà di parola e parole in libertà, sarebbero doverose le scuse per quanto asserito del presidente provinciale dell'Anpi. O no?
Libertà
